Dream Harbour

DIRITTI NEL VUOTO

Posted in Uncategorized by gabriele on 13 novembre 2010

Brutta storia, quella degli extracomunitari (inizialmente sei, ora quattro) che in quel di Brescia hanno deciso di protestare rimanendo su una gru per giorni interi. Il nocciolo della questione lo sappiamo tutti: la protesta è verso le prese in giro che devono subire gli immigrati nel loro cammino verso l’integrazione. Per la maggior parte di loro integrarsi vuol dire riuscire a farsi spazio nel mondo del lavoro italiano, quel tanto che basta per riuscire a vivere dignitosamente, cosa impossibile nei loro paesi. Ma c’è sempre chi se ne approfitta, ed approfittarsi della disperazione di gente priva della padronanza necessaria per districarsi in una cultura diversa è facile come rubare un lecca lecca ad un bambino, e del gesto ne include anche la profonda vigliaccheria.

Promesse di permessi di soggiorno non mantenute, leggi vaghe e legislatori xenofobi rendono la situazione fin troppo torbida, con il solito contorno all’italiana di cariche verso i manifestanti (mandate in onda giovedì ad Annozero) e chiacchiere democristian-style prive di prese di decisione.

E’ mai possibile che non possano esistere leggi chiare e inequivocabili sulla questione degli immigrati? L’Italia è una terra promessa da tanti anni per migliaia di persone: eppure, complice la solita immensa confusione che ha caratterizzato ogni singolo governo italiano, siamo ancora lungi dall’aver partorito soluzioni adeguate. La verità è che gli immigrati in Italia servono eccome, purchè appaiano perennemente come i cattivi della situazione; devono allo stesso tempo lavorare sodo e passare per infidi disonesti, allo scopo di trovare il solito capro espiatorio da dare in pasto alla stampa per tenere buoni gli elettori.

Nel nostro paese un dato di fatto (la massiccia presenza di stranieri) continua a passare per una scocciatura perennemente in bilico tra sterili moralismi e barbarie da inquisizione.

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ERA EVITABILE

Posted in cronaca by gabriele on 12 ottobre 2010

La notizia della sospensione della partita tra Italia e Serbia è l’emblema delle tante chiacchiere e dei pochi fatti in tema di sicurezza negli stadi. Persino i sassi sanno che alcuni ultras serbi sono tutt’altro che interessati alle vicende di Stankovic e compagni ed il loro unico scopo è quello di rivendicare i propri ideali nazionalisti. Erano partiti con l’obiettivo di far sospendere la partita e ci sono riusciti: ci mancava un tappeto rosso che li conducesse in tribuna.

Ebbene si: i disordini erano già iniziati nel pomeriggio e stanno proseguendo anche ora fuori dallo stadio. Dico io: perchè si permette a questa gente di accedere agli stadi, peraltro armati di fumogeni e bengala? Com’è possibile che al signore qui in alto  sia stato permesso di diventare una specie di eroe inquadrato dalle tv di tutto il mondo assolutamente indisturbato mentre compiva atti di inequivocabile teppismo? Cosa aspettavano le forze dell’ordine ad intervenire, che ci scappasse il morto?

In questa situazione hanno perso tutti, tranne forse quei settanta-ottanta tifosi serbi che hanno ottenuto una visibilità mediatica internazionale nel tentativo di far valere le proprie ragioni. Ci sono delle motivazioni alla base delle loro azioni (ad esempio la questione kosovare), e se ne può discutere… ma non è giusto che ci vadano di mezzo dei tifosi innocenti. I problemi del mondo non si risolvono sulle gradinate degli stadi.

Eppure sarebbe bastato semplicemente non farli entrare.

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LA MEMORIA… CORTA

Posted in Uncategorized by gabriele on 27 gennaio 2010

Oggi è il 27 gennaio, giornata dedicata alla memoria delle vittime dell’Olocausto. La Shoah, come tutti sapete, è stata una delle più cruente dimostrazioni della potenziale bestialità dell’essere umano. La cosa più sconvolgente è leggere, come di consueto, le notizie che riportano la presenza delle solite scritte antisemite atte a rinnegare la Shoah stessa. In questo giorno infatti si risvegliano gli animi di coloro che ancora condividono e diffondono simili ideali razzisti e, lasciatemelo dire, anacronistici.

La storia in questi anni è andata avanti, e continuare a supportare teorie razziste mi sembra così stupido da farmi realmente dubitare sulla sanità mentale di certe persone. Sarà anche banale ripeterlo, ma dietro a questa nuova escalation di razzismo (che non si limita certo all’antisemitismo) ci sono delle leggi poco dure in materia. Ancora si permette a certi personaggi politici (e non) di diffondere i loro messaggi di cieca e patetica intolleranza.

Come sempre, mi piace ricordare che fino a un secolo fa gli ebrei, i negri e gli zingari del mondo si chiamavano “italiani” e nei luoghi dove essi emigravano venivano considerati un problema sociale, una banda di sub-umani da ghettizzare per evitare che contaminassero le società più civilizzate.

Questa è la vera memoria: ricordiamoci che anche noi italiani siamo stati emarginati e discriminati, per lunghi anni… come possiamo rinnegare tutto ciò solo perchè ora viviamo nel benessere? Non sarebbe come sputare in faccia a tutti gli emigrati del passato che si sono spaccati la schiena e hanno accettato umiliazioni pur di garantire un futuro alle loro famiglie rimaste nella nostra penisola? Cosa sarebbe stato dell’Italia senza queste persone?

OH POVERO SILVIO

Posted in cronaca by gabriele on 13 dicembre 2009

Se ne parlerà per giorni, forse anche per mesi. Quotidiani, telegiornali, blog: nessuno, me compreso, potrà non soffermarsi sull’aggressione a Silvio Berlusconi.

Non è usuale che un premier venga aggredito, c’è solo un precedente di qualche anno fa quando al Cavaliere venne tirato addosso un treppiedi. Tuttavia in quell’occasione Berlusconi venne fatto passare per una specie di nuovo Wojtila, dato che accolse nel suo reame di Arcore il facinoroso attentatore concedendogli l’agognato perdono.

Alla fine, si parla sempre ed ovunque di lui: in nessun altro paese esiste un politico così potente da monopolizzare il sistema mediatico nazionale. Che sia per motivi leziosi, seri, drammatici, sportivi o di gossip, alla fine viene sempre tirato in ballo. E chissà quanto verrà strumentalizzato questo episodio, quanti salotti televisivi saranno riempiti di fatue chiacchiere, dato che l’Italia non è certo povera di opinionisti che non aspettano altro che argomenti su cui opinare.

Non può non sorgermi il maligno dubbio che ogni tanto, purchè si parli di lui, il Cavaliere non sia disposto pure a rimetterci qualche dente!

(nella foto Oscar De la Hoya e Manny Pacquiao, il premier in versione Passione di Cristo non mi piaceva)

TV-INTAGE

Posted in media by gabriele on 1 dicembre 2009

Riprendo a scrivere su questo blog dopo tempo immemore, spinto peraltro da un seminario che ho seguito oggi all’università al quale ha partecipato Sergio Lepre, uno scrittore che ha pubblicato un libro multimediale on-line spiegandoci tutti i vantaggi del web per chi ama scrivere. Sergio Lepre ha 90 anni.

Questo post invece parlerà di qualcosa di realmente vecchio: la RAI. In particolare mi riferisco a “I Migliori Anni”, programma condotto da Carlo Conti che va in onda ogni venerdì sera.

Il programma prevede la partecipazione di cantanti e personaggi del passato, più remoto che recente. Il successo avuto da questo format, ovvero la riproposizione di antichi reperti catodici, non è un’eccezione: in tempi di vacche magre, la RAI ha sempre preferito andare sul sicuro, attingendo dal suo repertorio storico (possibilmente ancora vivente ed in grado di assumere la posizione eretta).

Ed è così che sullo schermo, ogni venerdì, ritornano settantenni come Don Backy, se non ottuagenari, come nel caso di Nilla Pizzi. Come se non bastasse, le loro ormai deturpate figure vengono impietosamente messe a confronto con le immagini di quando erano giovani. Henry Winkler (il protagonista di “Fonzie”) imbiancato ed appesantito diventa una discutibile attrazione, Claudio Lippi (sgualcito dalle conseguenze di un infarto) viene amorevolmente trattato come un demente. Il tutto sotto lo sguardo, da casa, di casalinghe eccitabili alla vista dei loro amori platonici di gioventù.

Insomma, possibile che per assolvere alla storica funzione di tv-non-trash la RAI debba proporre per forza cose vecchie invece che nuove? Il fatto che il pubblico premi programmi stile “si stava meglio quando si stava peggio” non  è forse sintomatico di una colossale involuzione della televisione, dove la gente stufa di reality, quiz e defilippiche non sappia più dove cercare qualcosa di interessante da vedere?

IL SILENZIO DEI PARACULI (E L’ASSENSO DEI RIMBAMBITI)

Posted in Uncategorized by gabriele on 23 giugno 2009

berlusconi_14218tAll’ultimo referendum, come è noto, ha regnato l’astensionismo, il che ha reso nulla la possibilità di cambiare la legge elettorale, con somma gioia dei soliti beceri politicanti che traggono vantaggio dai magheggi che l’attuale legge tollera. Ma la cosa più triste è constatare come funzionano certe cose in Italia.

Al nostro Primo Ministro (carica che è tutto dire, vista la qualità dei nostri ministri) conveniva che ovviamente vincessero i “no”, ed è per questo che su questo referendum è calato un triste velo di silenzio. Se ne è parlato poco ed in maniera nebbiosa, senza indugiare troppo sui vantaggi di votare “si” e senza sottolineare l’importanza della questione. D’altronde questo potere Lui ce l’ha: quando si controllano le fonti di informazione, la vita è bella…Di questo passo l’italiano medio, già stremato dall’essere dovuto andare a votare per eleggere i fondoschiena da piazzare sulle dorate seggiole europee, si è sentito in dovere di rinunciare al Dovere (di votare).

E’ tristissimo vivere in un paese di menefreghisti. Si parla tanto di “chi vota Berlusconi se nessuno dice di votarlo?” e “la Lega è pura follia razzista”, ma a conti fatti a nessuno frega un ciufolo delle possibilità di cambiare il paese (o Paese, ma ne siamo sicuri che meriti la maiuscola?). Dall’altra parte dell’Oceano una nazione (la più importante del mondo peraltro) ha avuto le palle di eleggere un presidente completamente diverso dal precedente, mentre da noi non ci basta sapere le malefatte che combinano il premier e i suoi lacchè, non ci basta vedere il nostro paese deturpato da intolleranza e razzismo, non ci basta constatare lo schifo sociale e culturale in cui siamo finiti…no, non ci basta.

Permettiamo a pochi di manovrare Molti, con lo stesso atteggiamento di un branco di pecore stanche, che assistono alle disgrazie del proprio paese senza preoccuparsi troppo, perchè tanto si può mandare un sms da casa per donare un euro ai poveri, o andare a messa per sentirsi buoni. Accettiamo di rinunciare all’informazione seria, a favore di una tv invasa da stereotipi distorti, prendendo per reality quello che reality non è. In Italia è più importante la lotta tra la maggioranza e l’opposizione, piuttosto che la lotta ai problemi che dovrebbero risolvere di comune accordo. Hanno più visibilità delle sette semi-fascistoidi che le associazioni che si oppongono alla mafia.

L’unico attivismo dell’italiano è tenere a galla il suo stato di persona-tutto-sommato-rispettabile, attività paracula in cui, non a caso, il nostro premier è stato per decenni maestro.

A me questo paese non piace.

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CONSUETE VERGOGNE…

Posted in Uncategorized by gabriele on 24 maggio 2009

immigrDopo un bel po’ di tempo ritorno a scrivere in pianta stabile su questo glorioso blog…ciò che reputo inglorioso e che mi ha spinto a tornare a scrivere è l’episodio che si è verificato ieri sera a Roma. Oggi si sarebbe dovuto festeggiare il capodanno bengalese (comunità peraltro assai pacifica nel mosaico etnico della capitale) e ieri sera si stavano ultimando i preparativi a Villa Gordiani, quando è intervenuto un gruppo di venti codardi, armati di bastoni e spranghe per assalire cinque – cinque! – di loro.

Contrariamente a ciò che afferma lo slogan di una nota birra, non c’è proprio gusto ad essere italiani: un popolo che ha totalmente dimenticato le proprie (umilissime) origini e che a volte sembra che ancora cavalchi l’onda di un assurdo nazionalismo, rispecchiandosi nel dorato squallore dell’epoca fascista…L’italiano non è né meglio né peggio del bengalese, e se cerca di rivendicare qualche vago istinto patriottico – vedi Lega – appare fuori luogo se non ridicolo. Noto con piacere che il sindaco Alemanno ha condannato questo assalto, definendolo “raid xenofobo”: adesso vorrei sentire l’opinione di quei politici che vorrebbero istituire le ronde per controllare gli extracomunitari…prima di ergerci a difensori della suprema giustizia, forse è il caso di riflettere sulla clamorosa arretratezza mentale di tanti nostri connazionali.

Credo possa essere interessante (addirittura educativo per certi soggetti) condividere con voi il rapporto sugli immigrati italiani presentato ad un congresso americano del 1912. Vi renderete conto come il mondo sia piccolo in fondo ed il tempo passi molto velocemente…oggi sono rom, pakistani o bengalesi, ma fino a ieri gli immigrati del mondo eravamo noi.

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, [diventano] violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare fra coloro che entrano nel nostro Paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali. Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione ”

THE BEST OF 2008

Posted in Uncategorized by gabriele on 21 dicembre 2008

john-rambo-1Ecco la mia personale classifica degli avvenimenti più interessanti del 2008 d.C., ovviamente escludendo il mio demo, uscito a giugno. Il cd è scaricabile dal mio MySpace www.myspace.com/madriotmusic. Se vi piace il rap…🙂

5° David Beckham al Milan Se prima sospettassi che la società rossonera comprasse i giocatori solo per fare notizia e attirare sponsor (Rivaldo, Ronaldo, Ronaldinho…), adesso ne ho la conferma. Meglio di Berlusconi ha fatto Gaucci quattro anni fa quando si assicurò le prestazioni di Saadi Al Gheddafi. Per la cronaca, una presenza e zero gol conditi da una squalifica per doping. Per Beckham, il futuro è più roseo: Gattuso è infortunato, ora deve sperare solo nelle defezioni di Antonini, Ambrosini, Cardacio, Emerson, Flamini, Jankulovski, Kakà, Pirlo, Seedorf e Viudez per trovare posto a centrocampo.

4° Le manifestazioni anti-Gelmini Non pensavo si potesse arrivare a smuovere tanti universitari per manifestare, ma poi ho capito perchè. In fondo, per le strade ci si divertiva. Anche i politici si sono divertiti. Tutti si sono divertiti, sembrava un remake-soft del ’68. Sarebbe bello ora che la Germania minacciasse di occupare il Liechtenstein, in modo da armarci di fucili ad aria compressa e giocare alla Guerra Mondiale.

3° Obama presidente degli USA Per me è incredibile, perchè fino all’ultimo dubitavo dell’elezione di Obama. Ma d’altronde Barack è il presidente perfetto per gli States: ha l’aspetto di un giocatore dell’NBA e il carisma di un conduttore televisivo. Forse la guerra non cesserà, ma di sicuro la seguiremo da angolazioni migliori.

2° Il ritorno dei Guns ‘n Roses Dopo numerosi rinvii è uscito il sospirato cd “Chinese Democracy”; peccato che dei vecchi G’nR sia rimasto solo il consunto Axl Rose. E’ un po’ come se nei Pooh restasse il solo Roby Facchinetti a cantare “Piccola Ketty”.

1° L’ultimo “Rambo” Se nel 2007 era tornato Rocky, quest’anno abbiamo assistito al ritorno di Rambo! Il film ha portato una seria svolta nella serie: in pratica lui uccide tutti, ma a lui non lo beccano mai.

CAPPUCCINSKI E BRIOCHE

Posted in Uncategorized by gabriele on 28 novembre 2008

kapuIn questo post voglio parlare di una particolare specie umana: gli Assistenti. Mi riferisco agli Assistenti dei professori universitari, fedeli scudieri dei suddetti. L’Assistente ha un’età variabile tra i 25 e i 32 anni, è laureato da poco con il massimo dei voti e fatica a trovare lavoro. Per questo, assieme ad altri Assistenti, sbarca il lunario mediante lo svolgimento di ricerche promosse dall’università. Con i futuri tagli previsti dal governo, paradossalmente in futuro rischieremo di avere più Assistenti e meno ricerche.

L’Assistente è l’antagonista per eccellenza: viene utilizzato dal professore per qualche supplenza (e nel 95% dei casi si rivela più adeguato del docente in carica) o per presentare i risultati delle loro ricerche, generalmente negli ultimi cinque minuti delle lezioni durante le giornate di sciopero dei mezzi pubblici e in presenza di forti temporali, quindi davanti ad un pubblico di 8 ebeti.

L’Assistente ha però la sua ribalta, il suo quarto d’ora di gloria, il suo riscatto: gli esami orali. In quei casi, l’Assistente si trasforma in specie di diverso tipo. Analizzeremo ora quali.

IL GRIGIO: Il Grigio (o la Grigia) è un’Assistente che ha smesso di credere nella bellezza della vita. Laureatosi troppo presto, ha scoperto di non avere sbocchi lavorativi (fuorchè Assistere). Veste unicamente di colori spenti (grigio, beige, nero, marroncino), ha gli occhiali, una valigia di pelle consumata, parla poco e non ama essere al centro dell’attenzione. Legge pigramente i nomi degli interrogati, ai quali biascica domande non troppo difficili, e li manda a casa più o meno tutti con 25. Il Grigio, perso nella sua malinconia, non ha interesse a far del male al prossimo.

IL GIOVIALE: Il Gioviale (o Allegrotta) si è laureato da poco, e per questo si sente ancora uno studente. Veste da giovincello, non ha la valigetta bensì lo zaino dell’Invicta pieno di scritte risalenti al liceo, e quando fa l’appello degli interrogati sembra che li conosca da una vita. Ci manca solo che dica “Bella, tutto apposto?”. Il Gioviale più che interrogarti sembra voler fare due chiacchiere. Ti aspetti da un momento all’altro che ti chieda se hai visto su Youtube il video con Mosconi che bestemmia o se per te la Roma è uscita dalla crisi. Inevitabilmente, il voto che puoi prendere con loro è alto. A patto che tu sia un teen-ager e abbia lo zaino dell’Invicta.

IL SERPENTE: Questa è la categoria più pericolosa. Il Serpente (o Crudelia, nelle versioni femminili) generalmente legge l’appello, e lo fa come se stesse chiamando in rassegna una divisione delle SS. Hai un secondo esatto per dire “presente”, dopodichè ci sarà poco da fare: il Serpente non perdona. Una volta al suo cospetto, troverà subito qualcosa da ridire: il documento non va bene, i libri fotocopiati non valgono, sputa la gomma da masticare, abbassa lo sguardo, convertiti all’islamismo. Le sue non sono domande: interrogatori. Per prendere 30 è necessario sapere tutti i libri a memoria, prefazione e codice a barre compresi. Se esitate a rispondere ad una domanda, non prenderete più di 18. Qualora ve ne usciste con un “ora non ricordo benissimo ma…”, sentirete istantaneamente il nome del prossimo interrogato.

infine LA FANCIULLA: E’una categoria nuova, in rapida espansione. Generalmente le Fanciulle, chissà perché, sono sempre Assistenti dei docenti di sesso maschile. Si tratta probabilmente di veline scartate da Ezio Greggio, che vogliono ripercorrere le orme della Carfagna. Per questo, si dimostrano preparatissime. Scelgono gli argomenti aprendo il libro a casaccio, ti chiedono Kapuscinski, Malinowski e Vigotskij pur non sapendoli minimamente pronunciare, e ti bocciano per far vedere ai professori che sono in grado di fare qualcosa, oltre che scegliere il tailleur che risalti meglio il loro fisico. Le Fanciulle non sono belle, sono abbellite: probabilmente senza trucco verrebbero licenziate dal professore, e diventerebbero delle Grigie.

GIUSTIZIE, INGIUSTIZIE E SPERANZE

Posted in Uncategorized by gabriele on 17 novembre 2008

giudicIn queste settimane si torna a parlare di alcune vicende giudiziare molto importanti. In ordine cronologico, l’ultima riguarda la notizia della possibilità di sospendere l’alimentazione ad Eluana Englaro, la donna in coma irreversibile da quasi venti anni. Finalmente si potrà porre fine ad una triste contesa ideologica che sta durando da tanto, troppo tempo. Per me è giusto concedere una dignitosa fine a questa persona, che non potrà mai più tornare in vita… Perchè il coma irreversibile non è vita!

Sgomento invece è quello che provo nel vedere come si evolvono altre vicende. La prima è sicuramente quella relativa ai fatti della scuola Diaz, che ha visto tutti assolti – ma che sorpresa – i vertici della polizia responsabili dell’inqualificabile atto. “Tra cani non si mozzicano”, è la frase che mi viene in mente per commentare questa sentenza. Poi rimango davvero di sasso nel leggere gli aggiornamenti riguardo la morte della povera Chiara Poggi… Il presunto assassino, Alberto Stasi, è ancora in libertà nonostante sia persino appurato che nel PC custodiva talmente materiale pedopornografico da far invidia ad un maniaco psicopatico. Il maiale peraltro ha passato una bella estate in Sardegna e mi chiedo come sia possibile che una persona indagata per tali efferatezze sia ancora in circolazione.

Infine, leggo un’intervista a Cristiano Sandri, fratello dello sfortunato Gabriele ucciso circa un anno fa dalla follia di un agente, e leggo nelle sue parole una grande dignità nell’affrontare un dolore immenso come quello che può scaturire della perdita di un fratello. La speranza di tutti, sportivi e non, è che anche questo omicidio non sia punito con pene leggere o troppo brevi, come è avvenuto per i casi Carretta e Maso, due killer in semi o totale libertà. Chi sbaglia deve pagare, pagare fino in fondo.