WELCOME TO THE BLOG DAY 2006

Non potevo non aderire al Blog Day, ed infatti eccomi qui, pronto a citarvi i blog più visitati da (e qui parte una presentazione da rapper fomentato) The Mad Riot a.k.a. Gabriele a.k.a. Il Ragazzo Con La Birra In Mano a.k.a. Uno Dei Pochi Abbonati Della Cisco Calcio a.k.a. Sicuramente Entro Questo Mese Finirò Il Mio Cd a.k.a. Mister Sto Balbettando Di Meno, Forse Questa Terapia Funziona.

Blabla – Sonia – Uno dei blog più simpatici che abbia mai visto. Non mancano però pensieri intensi.

Dearwanda – Il Giappone è una realtà tanto simile quanto differente dalla nostra. Non ci credete? Chiedete a Dearwanda, un’italiana trapiantata a Tokyo!

La Biblioteca di Shawhank – Piccoli pensieri sulla vita di tutti i giorni, osservazioni sulla musica jazz e tanto altro in uno dei blog più completi sulla piazza.

Gidibao’s Cafè – E’ più di un blog: come suggerisce il nome è un vero e proprio punto d’incontro virtuale. E’ più di una chat: non rischierete di fidanzarvi a distanza con un camionista americano che si spacciava per “SweetGirl82”. Insomma: è il Gidibao’s Cafè!

Friends For Free – Il blog dell’informatico di Dusseldorf è imperdibile, mai banale e sempre ben curato. Non vi resta che visitarlo.

Io Ballo Da Sola – Viola scrive le sue impressioni in modo molto originale. Se non ci credete, non dovete che cliccare sul link per accedere al suo coloratissimo blog.

Bodyslammed – Dopo tanti celebri blog, eccone uno che non conoscevate. E’ gestito dall’americano Chris Hawk e tratta di wrestling. Occhio però: a parlarne è uno che se ne intende!

Infine, ho tralasciato dei blog interessanti da me visitati per il fatto che non avevo “rapporti” con il proprietario. Spero per il prossimo Blog Day – se non mi impiccherò prima – di allungare la lista di link.

CI VEDIAMO A VIA ANFOSSI

Pare abbia avuto successo ricordarvi i nomi più strani delle band rock, tentando pateticamente di mascherare la verità: anche i rapper hanno nomi strani. Senza indugi:

MAD RIOT (che sarei io) – Ovvero “Pazza Sommossa”. Non vuol dire un cavolo ma suona bene (med ràiot).
MEDDA MAN – Molto coraggioso…basta cambiare una consonante e…
SHEZAN IL RAGIO – “Shezan” è bello, ma che cos’è un “ragio”? Probabilmente è diminutivo di “randagio”.
VACCA – Questo simpatico rapper sardo ha scelto il suo cognome come cavallo di battaglia. Sempre meglio di Brambilla o Fumagalli, per intenderci.
VINCENZO DA VIA ANFOSSI – Manca il numero civico…peraltro è il ragazzone nella foto. Via Anfossi è una strada di Milano dove, a detta di Vincenzo, può succedere di tutto!
ICE CUBE – “Cubetto di Ghiaccio”: da brividi!
GHOSTFACE KILLAH – “L’assassino con la faccia da fantasma”: cos’è, un film horror?
CLEMENTINO – Dal nome sembra un peluche, invece è un bravo rapper napoletano.
IRENE LA MEDICA – Se un’infermiera vi fa un’iniezione cantando stile R’nB, è lei.

GUFO SUPREMO – Misà che tifa Roma.
FRANKE HI-NRG MC – Tutto ‘sto casino per farsi pronunciare all’unanimità frenchi energi.

Ma anche i gruppi non scherzano:

MIGLIORI COLORI – Ineguagliabili.
CIME DEL DESERTO – Ovvero…le Piramidi?
PARAZITII – Questi rapper romeni non te li stacchi più di dosso.
BANANA SPLIFF – I più richiesti nei bar.
DUE BUONI MOTIVI – …per cambiare cd!

Che dire! Ecco tutto!

SCARAFAGGI E PIETRE ROTOLANTI

Un uomo dai capelli grigi mi dice: “…Fabri Fibra, Mondo Marcio…che razza di nomi che hanno questi rapper…”. Ha cinquant’anni circa e gia si è dimenticato i nomi delle bande rock anni ’60-’70 che idolatrava da ragazzo. Sentite qua:

THE BEATLES – “I Scarafaggi”. Non facevano tanto schifo!
THE ROLLING STONES – “Le Pietre Rotolanti”. Perchè?
DIK DIK – Cosa centra un piccolo mammifero con la musica rock?
POOH – Erano forse adepti dell’orsetto Winnie the Pooh?
FORMULA TRE – Credevano di essere simpatici?
PREMIATA FORNERIA MARCONI – I Panettieri del Rock. Mah…
OSANNA – Probabilmente esordirono con i canti gregoriani.
GIARDINO DEI SEMPLICI – Semplicemente ridicoli!
HOMO SAPIENS – Mai nome più azzeccato.
CUGINI DI CAMPAGNA – No comment.
ALUNNI DEL SOLE – Beati loro, i miei professori sono eclissati.
BANCO DEL MUTUO SOCCORSO – Gli servì, dopo essere stati pistati dai fan.
LE ORME – Speriamo nessuno segua le loro.
COLLAGE – Probabilmente il loro gruppo si frantumò.

Anche ora i gruppi rock hanno molta (troppa) fantasia: i Negramaro (ottimo vino pugliese), i Red Hot Chili Peppers (Peperoni Piccanti Caldi e Rossi), gli Smashin’ Pumpkins (Distruttori di Zucche)…Se qualcuno ricorda o conosce altri gruppi dai nomi improbabili, non esiti a segnalarli.

I CLONI SONO FRA NOI

Dopo il post sulle gaffes scolastiche, ci ho preso gusto. Ho scaricato il film “Notte prima degli esami” e probabilmente, entro giugno, lo vedrò. Ora volevo parlare dei professori. I professori, secondo me, vengono creati nei laboratori segreti del ministero dell’istruzione, e sono cloni di uno stampo originale, che varia a seconda della materia che il Clone dovrà insegnare. Effettivamente, i professori di ogni materia sono uguali. Concordate? Leggete.

LETTERATURA, STORIA: I prof di letteratura e storia sono i migliori. Cercano di trovare un collegamento tra il passato ed il presente. Quante volte si sentono frasi tipo: “…l’amore clandestino tra Paolo e Francesca non è ancora attuale? Quanti amanti ci sono in giro?”. Forse sono un po’ esaltati, ma gli si vuole bene.

LATINO: In diciotto anni di vita non ho conosciuto nessuno che ami questa materia e nessuno che abbia più di 5. I professori di latino sono gli unici in Italia che sono appassionati a questa lingua morta.

MATEMATICA: Fanno di tutto per rendere meno odiosa la materia più odiosa. Quindi tentano – con scarsi risultati – di rendersi simpatici alla classe. Simpatia ed equazioni non vanno d’accordo. Alla domanda “a cosa serve la matematica?” ogni Clone risponde che “serve a sviluppare il cervello”.

CHIMICA, FISICA: Avrebbero voluto fare gli scienziati o gli ingegneri, invece fanno i professori. Ve lo faranno pesare, ricordandovelo appena potranno: “Guardate che io ho studiato vent’anni isolandomi in casa per dieci ore al giorno, e grazie a questi sacrifici ora posso dire di…di…di…” e scoppiano in lacrime, nascondendosi il volto nelle mani, mentre uno degli inutili assistenti di laboratorio gli da’ delle pacche sulle spalle dicendogli: “Suvvia ingegnere, pochi sanno la formula dell’entropia!”.

DISEGNO: Un architetto che parla d’arte non funziona. Come può intendersi d’arte un uomo che descrive la Gioconda come “un ottimo esempio di prospettiva?”.

EDUCAZIONE FISICA: Si dividono in due categorie. Alcuni si sentono generali dei marines in missione speciale: “Forza! Ancora duecento flessioni! Poi dieci km di corsa in cortile!”. Altri si sentono dei filosofi dello sport, e parlano di “come lo sport sia cambiato negli ultimi anni. Dov’è finita l’onestà e la correttezza…”.

FILOSOFIA: Si sono modernizzati. Cercano di far passare la filosofia per una cosa attuale. Tuttavia, a parte Kant e Freud, non la studia nessuno.

INGLESE: Vivono in un mondo tutto loro, dove Rome è la capitale dell’Italy. Qualsiasi cosa gli diciate deve essere detta in inglese. Non ve la caverete con un “posso andare in bagno”: la formula magica è “can I go to the toilet please?”. Dal canto loro, non parlano italiano. Uno stimato professore di inglese pronuncia i nomi degli alunni con l’accento britannico, come Stanlio e Ollio.

INFORMATICA: Diciamo la verità: qualunque alunno sa usare il pc meglio del proprio professore di informatica, ovvero un cinquantenne che non sa usare il telecomando ma ha fatto un “master” di informatica di un mese.

RELIGIONE: Sono i più volgari (“…il linguaggio dei giovani…”), parlano solo di sesso e ammettono di non credere in Dio. Che tempi! Non c’è più religione!

Sono scottanti verità nascoste dietro una nuda cattedra…i cloni sono fra noi…ci interrogano per conoscerci meglio…qualsiasi cosa vi chiedano rispondete sempre NON LO SO.

AH AH AH

Una mia mania implica l’immediata annotazione di tutte le gaffes di amici/conoscenti/professori. Quest’anno mi ci sono proprio messo, ed ho un vero e proprio piccolo libro di frasi memorabili. Di seguito riporto le più belle. Iniziamo con i miei prof.

– Il “ca” resta sempre duro (riferito ad una sillaba)
– Oggi parleremo della Gerusalemme Liberosa (liberata!)
– Guardate che il preside me lo ha dato tante volte! (riferito ad un permesso)
– La tangente cresce a crescere…
– Io non mi permalo mai…
– Mi sudano gli occhiali…
– Secondo voi, da dove esce la legge di Culomb?
L’alunno al professore: “Cosa pensa di quelli che passano col rosso?” e il prof: “Gente incivile che andrebbe punita. Ci sono delle regole, vanno rispettate, blablabla…” l’alunno: “Stamattina l’ho vista passare col rosso!” e il prof, imbarazzatissimo: “Beh, stavo facendo tardi…ogni regola ha le sue eccezioni…”

Ora passiamo agli alunni…

– Il by-pass è un cerotto.
– Pensavo che i pneumatici fossero i freni!
– Meglio sincere che mal raccomandate.
– E’ un prodotto della corteccia surreale (surrenale!)
Sono quelli della Svedesia. (Svezia?)
– Se il leone ruggisce, la tigre tigra.
– All’ospedale i camerieri…(intendeva infermieri)
Ho i calzini a scomparsa.
– Professore, si può dire medioevico? (Medievale!)
Professore, Varsavia è in Polacchia? (Polonia!)
– Il professore interroga l’alunno alla lavagna. “Dimostrami che HCl è un acido.” e l’alunno scrive: “Acido? Si”
– Alla gita io vengo, ma solo se ci andiamo.
La professoressa interroga l’alunno: “Procediamo con ordine…” e l’alunno: “Come Hordin? (ha detto proprio così!!!) Oggi non interrogava su Kant?”
– Berlusconi? E’ il presidente della Repubblica?

E quest’estate…

– Bisognerebbe svolgere delle indagazioni.
– Quindi l’alleanza è surgelata! (Suggellata!)
– Domanda: A che ora vai a casa? Risposta: Da sola, con te.
– Ma se uno è incinta, può rifinire incinta?
– Domanda: Che significa “ghe pensi mi?” (ci penso io in milanese) Risposta: Pencil è matita, quindi…”Che mi dai una matita?”
– (Riferendosi al rum, una ragazza dice all’altra) L’hai mai preso? No, massimo un dito.

Che dire! Neanche Luca Giurato farebbe di meglio!

NESSUN TORMENTONE

Sono due anni che – fortunatamente – non ci sono tormentoni musicali estivi. Nessuna canzone idiota sembra aver fatto breccia nei cuori degli italiani. Ci hanno provato: prima con la riedizione di “Mas Que Nada”, poi sfruttando il Mondiale ha avuto il suo momento di gloria “Siamo una squadra fortissimi”. Si barcamena un po’ “Happy Hour” di Ligabue, mentre al sud vanno forte i Sud Sound System con “Sciamu a ballare”…Tuttavia nessuna canzone prevale, neanche “Applausi per Fibra” dell’omonimo autore. E pensare che fino a pochi anni fa alcune canzoni allucinanti di artisti sconosciuti hanno avuto successi enormi. Ricordate “Tre Parole” di Valeria Rossi? Che fine ha fatto Valeria Rossi? Per non parlare delle Las Ketchup, che cantavano “Asereje”, o di Dj Bobo che ci ha esaurito con “Chihuahua”. Scomparsi! E i Righeira, autori di successi “immortali” quali “L’Estate sta finendo”, “No tengo dinero” e “Vamos a la playa”? Forse è in corso un’evoluzione musicale ed ognuno ascolta solo ciò che gli piace? Possibile, con l’avvento dei lettori mp3 e affini.

IL BEACH VOLLEY

Questa vacanza mi è servita per appurare che il beach-volley è un “fenomeno” sociale. Tutti possono praticarlo, si può giocare in 2 o in 20 ed è un po’ come una recita teatrale: esistono delle parti e possono cambiare gli interpreti. Dopo un mese credo di aver individuato questi “ruoli”:

– Il finto campione; è un aitante giovane che all’inizio intimidisce gli avversari con schiacciate a 300 km/h, ma ben presto ci si rende conto che manca di precisione…l’umiliazione più grande arriva quando i compagni gli intimano di “tirare più piano”.
– la barbie; è una bellissima ragazza ma è agile e reattiva come un bradipo. Si limita a mancare tutte le palle e a battere sempre sulla rete. Nessuno se la sente di redarguirla, lei lo sa e ad ogni errore ride felice.
– il papà; l’ultima partita l’ha giocata nel 1979 (come arbitro) ma si ritiene un grande esperto. Da’ inutili indicazioni tattiche e cerca di spiegare a tutti come colpire bene il pallone. Peccato che dopo cinque minuti esca, stremato, in ginocchio dal campo.
– il piccolo; ha massimo nove anni, alto un metro e tanta voglia di crescere, ma vuole a tutti i costi giocare con “i grandi”, che fanno di tutto per non averlo in squadra.
– il competitivo; per lui ogni partita è l’ultima. Si sente solo lui, ora per incitare il compagno alla battuta, ora per insultare la barbie che manca l’ennesima palla. La sua specialità? Schiacciare addosso al piccolo ed esultare con veemenza.
– il simpaticone; è in campo per divertirsi e si vede. Colpisce la palla di testa, di spalla, di piede, ridendo come un matto. Le sue battute non fanno ridere, a parte quelle dal fondo. Dopo dieci minuti viene seppellito sul campo dai compagni.
– lo svogliato; non vorrebbe giocare, ma siccome “ne manca uno” ne è costretto. Si piazza il più vicino possibile alla barbie, e si limita a rilanciare la palla nel campo avversario con pallonetti assolutamente inoffensivi. Rischia di essere ucciso dal competitivo.
– l’insospettabile; generalmente è un ragazzo/a sovrappeso che prima della partita dichiara di non giocare quasi mai a pallavolo. Tuttavia in campo ci si rende subito conto che farà la differenza: battute perfette, passaggi millimetrici, schiacciate imprendibili.

In quale categoria vi riconoscete? Io forse “competitivo” ma anche “simpaticone”.