SAN MARINO, AIUTALI TU!


Difficile formare una buona nazionale di calcio se disponi di circa trentamila abitanti…Eppure dal 1931 la Federazione Sammarinese Giuoco Calcio, fregandosene del mondo, ha iniziato un cammino che ha portato la piccola nazione sita nel cuore dell’Emilia dapprima ad essere riconosciuta dalla FIFA (1988), poi a vincere una partita, l’unica della loro storia, il 28/4/2004. Lo storico successo fu ottenuto contro la nazionale del Liechtenstein, in casa, per uno a zero…Nonostante sconfitte su sconfitte, i sammarinesi vantano un record: nel 1993 un tale Gualtieri segnò il gol più veloce nella storia delle qualificazioni dei mondiali, dopo soli nove secondi, contro l’Inghilterra. Il risultato finale sarà di 1-7, ma vuoi mettere la soddisfazione?!? L’eroe nazionale è tale Andy Selva, autore di ben sei reti con la nazionale e del gol decisivo della loro unica vittoria.
Il video mostra la nostra Armata Brancaleone affrontare i tedeschi, nello stupendo stadio Olimpico di Serravalle, dopo i mondiali. Ne prenderanno 13 (il loro record negativo), ma se guardate bene il portiere Aldo Simoncini, classe ’86 e al suo ritorno in campo dopo un incidente stradale, stava parando l’ultimo, il rigore di Podolski, che si mette pure ad esultare come un bambino…Un’affronto per tutta la nazione, conoscendo la loro grinta è probabile che il mister Giampaolo Mazza, insegnante di educazione fisice, dichiari guerra allo stato teutonico…

IL PORTO DEI SOGNI

Benvenuti nel mio nuovo blog, nato dalle ceneri di “M@d Riot”. Attualmente il blog è in una fase avanzata di “work in progress” e presto tornerà a funzionare regolarmente. Il primo passo sarà inserire dei collegamenti per vedere i video dei vecchi post, attraverso il sito YouTube, poi cercherò di rimettere tutti i widget del vecchio blog. Nulla è cambiato, è sempre Mad Riot al timone con i suoi post sugli argomenti più disparati…
Un abbraccio a tutti e a presto

FRANCESCO GUCCINI

Il video che potete vedere in questo post è dedicato a Francesco Guccini. E’ un vecchio servizio degli anni ’70 riproposto qualche anno fa dalla Rai (che per introdurlo si è inspiegabilmente affidata a quattro battone in stato confusionale…) dove il cantautore bolognese canta e spiega con ironia il suo celebre successo, “L’Avvelenata”, all’epoca molto criticato per il linguaggio libertino. Guccini è senz’altro uno dei più grandi poeti a servizio della musica del dopoguerra che abbiamo visto in Italia, e a differenza di tanti suoi colleghi ha sempre preferito non inquinare le sue canzoni restando sempre se stesso, e non avendo a suo tempo un grande successo tra i critici. Ma ovviamente il pubblico era con lui, tantissimi ragazzi di quegli anni e di adesso si rispecchiano molto nel suo animo puro, libero e ribelle. Un fuori dal coro che non verrà mai dimenticato, al pari dei vari De André e Gaber che hanno popolato la scena musicale “malvista” degli anni più politicamente scorretti della storia italiana.

ROCKY IS GOOD, DRAGO IS BETTER…

Vi ho già parlato della mia passione per “Rocky”, ma non di un aspetto curioso…Nonostante tutto, Rocky è un mito assoluto ci mancherebbe, non sono mai riuscito ad odiare lui, Ivan Drago! Se ci pensate bene è un cattivo così perfetto da risultare quasi più affascinante del protagonista…L’attore, uno svedese di nome Dolph Lundgren, è davvero un eccellente interprete di questo ufficiale dell’esercito sovietico forgiato nell’acciaio (e negli steroidi….). Drago è impassibile, un muro di ghiaccio, intorno a lui c’è tutto l’odio degli americani che lo sminuiscono solo perchè è sovietico e vogliono farlo passare per un brocco tutto muscoli e zero tecnica, in nome della tradizione pugilistica statunitense…Alla prima occasione, il gigante siberiano fa fuori quello sbruffone di Apollo Creed in due riprese, uccidendolo. Rocky vuole a tutti i costi vendicare la morte del suo amico (peraltro è anche colpa un po’ colpa sua, era all’angolo, vedeva Apollo morire e non si decideva a gettare la spugna!) e lo sfida a casa sua, a Mosca. Mentre Drago si allena per ore in un laboratorio modernissimo, Rocky sceglie una casupola di legno in mezzo alle nevi siberiane, tanto per fare il figo…buffone!!! Prima del match, il buon Ivan sillaba le parole che lo renderanno immortale: “Io ti spiezzo in due!” (o “I must brrrrreak you!” nella versione originale) ed ingaggia con Rocky un duello memorabile, dove Rocky viene come sempre pistato di botte dall’inizio alla fine ma si rialza sempre. A volte Drago sembra avere voglia di estrarre un kalashnikov per chiudere la questione…All’ultimo round, Drago dimostra però di rispettare il rivale (che sportività, che classe!), arrabbiandosi con il suo pedante coach e dicendo a Rocky: “Fino alla fine!”. Come è noto, purtroppo in qualche modo vincerà l’americanissimo Rocky Balboa, che non diventa il personaggio cinematografico più odiato della mia vita perchè, con un discorso post-match d’innanzi al pubblico sovietico, si augura che i dissidi tra sovietici e americani possano terminare in nome della pace…Ok, un bel finale, molto significativo…ma doveva vincerè Ivaaaaan!
Allego un video dedicato al mitico siberiano, con tanto di inno sovietico in sottofondo. Drago fly now…

MALEDETTA DROGA

Stamattina si sono svolti i funerali di Roberto, un ragazzo del mio istituto accoltellato da un coetaneo che doveva ancora pagargli circa 300 euro di cocaina. Alle ore 10 siamo quindi usciti prima da scuola per prendere parte alla funzione, assistendo alle manifestazioni di dolore dei suoi numerosi amici e parenti. Il prete, durante l’omelia, ha sottolineato come Roberto fosse un ragazzo d’oro, sempre pronto ad aiutare il prossimo, un ragazzo timido ma simpatico. E sapete cosa vi dico? Ci credo, non ho alcun motivo di dubitare che Roberto fosse un ragazzo d’oro, perchè ormai consumare o spacciare droga più o meno pesante è qualcosa talmente radicato nella nostra cultura da risultare normale. Tutti si drogano, dall’operaio al calciatore, passando per il giovanotto che magari si fa solo il sabato sera fino al tossicodipendente da seppellire dopo un’overdose. Inutile ormai dire che la droga non porta altro che male, perchè lo sanno tutti nella stessa misura in cui tutti fanno finta che il problema non esista, almeno finchè non ci casca lui o qualcuno a cui tiene. Troppa gente specula sulla droga, è un business maledetto in cui nessuno ci guadagna e che porta tante persone alla follia, perchè probabilmente anche l’assassino di Roberto è un ragazzo d’oro che sniffa solo il sabato sera.

MENTI CONTORTE – ATTO SECONDO

Proseguiamo la rassegna dedicata alle frasi celebri del mondo del calcio; questa volta però mi avvalgo del supporto video, dato che state per vedere le migliori castronerie raccolte dalla Gialappa’s circa quindici anni fa. Alcune di queste entrano di diritto nell’olimpo degli strafalcioni, è un vero è proprio “dissing” della lingua italiana. Buona visione…

(N.B. Prima che cambiassi blog e di conseguenza rimesso tutti i video, il filmato in questione era disponibile; poi non l’ho ritrovato, ed ho messo al suo posto questo video divertente con protagonista Giovanni Trapattoni)

MENTI CONTORTE

Ecco una compilation di frasi celebri direttamente dal dorato mondo del calcio, accuratamente selezionate da un archivio virtualmente infinito. La ricerca mi ha fatto scoprire un grande uomo, Kevin Keegan, nella foto a fianco, che va in giro a dire che “trovare calciatori è come trovare banane” o “sarebbe stato gol se il portiere non lo avesse parato”. Ma iniziamo la rassegna:

– Ragazzi, fate attenzione perchè c’è foschia…
– Io non so chi sia questo Foschia, però lo marchi tu!
(un presidente e un allenatore che, sottovoce, si rivolge al suo stopper)

– Totò, posso fare due chiacchiere?
– Con chi?
(un giornalista allo sveglio Totò Schillaci)

– Per la mia carriera devo ringraziare i miei genitori, in particolar modo mio papà e mia mamma. (Alessandro “Spillo” Altobelli)

– Nel secondo tempo abbiamo giocato un ottimo primo tempo.
(Christian Abbiati)

– Presidente, giochiamo in Provenza.
– In provenza di che cosa?
(Edmeo Lugaresi)

– Presidente, il portiere vuole i guanti nuovi.
– Ah no! O li compriamo a tutti o a nessuno.
(Antonio Sibilia)

– Monsieur Rocco, mon ami.
– Mona a mi? Mona a ti e anca testa de gran casso!
(Nereo Rocco, in Francia senza dimenticare il triestino)

– Kily lo conosciamo, è molto forte, ma questo Gonzalez non l’ho mai sentito.
(Giovanni Trapattoni riferendosi al giocatore Kily Gonzalez)

– Il saluto romano di Paolo Di Canio? Beh, non possiamo fare di tutta l’erba un fascio…
(Delio Rossi)

– Per certi aspetti, un crampo è peggio di una gamba rotta.
(Kevin Keegan, aspirante medico)