SGOMENTO

Riporto la notizia così come l’ho letta, dal sito www.zapster.it.  Non riesco proprio a commentarla, chi conosce Chris Benoit sarà rimasto allibito. Mi resta solo una sensazione di grande sgomento.

 “Una tragedia ha colpito nella serata di ieri il mondo del wrestling statunitense: l’amatissimo campione canadese Chris Benoit è stato rinvenuto morto insieme alla moglie e al piccolo figlio Daniel (7 anni), nella sua casa di Fayetteville in Georgia.

La notizia ha colpito molto duramente i milioni di appassionati di wrestling. Ancora al vaglio degli inquirenti le cause di questa triplice ed inspiegabile morte: dalle prime indiscrezioni sembra comunque che Benoit abbia assassinato lui stesso la moglie Nancy e il figlio prima di togliersi la vita.

Chris, 40 anni appena compiuti, lo scorso week-end era atteso in Texas per due serate di incontri, ma non si è presentato nei palasport di Beaumont e Houston ed era stato sostituito all’ultimo minuto dagli organizzatori a causa di “ragioni personali”. Sul sito ufficiale della WWE non vengono dati ulteriori dettagli sulla tragedia.

L’improvvisa scomparsa di Benoit è la seconda tragedia nel giro di due anni che colpisce il mondo del wrestling: nell’autunno 2005 uno dei campioni più amati, Eddie Guerrero, fu ritrovato senza vita in una stanza d’albergo a Minneapolis.” 

MARIO BREGA, ROMANO VERO


Questo video è tratto dal film “Borotalco”, con protagonista Carlo Verdone…Ma in tutti i film di Verdone, il vero protagonista è sempre lui, il leggendario Mario Brega. La parte è sempre la stessa: il romano irascibile, e gli riesce benissimo! Questa scena è meravigliosa: in questo caso avverte il pretendente di sua figlia di cosa può accadergli nel caso si comporti male…C’è l’essenza pura di questo grande attore scomparso nel 1994, che ha recitato anche in alcuni famosissimi film western (“Per un pugno di dollari” e “Il buono, il brutto e il cattivo”) con il nome di Richard Stuyvesant. Teribbile!

CHIARISSIMO

Ascoltate questo discorso di Alberto Tomba, vecchia gloria dello sci italiano (ora dedito alla falsificazione dei passaporti), che parla dell’abolizione della Coppa del Mondo di sci…Incomprensibile, insensato, delirante. Non sapeva neanche lui cosa stesse esattamente dicendo! Il video ovviamente è tratto da Mai Dire Gol.

QUESTO IL MONDO NON LO SAPRA’

Negli anni ’50 e ’60 due fratelli torinesi, Achille e Gianbattista Judica Cordiglia, ebbero il loro periodo di fama grazie alla loro incredibile abilità di radioamatori. Essi, con mezzi inizialmente rudimentali poi via via sempre più innovativi, riuscirono addirittura a captare dei segnali dallo spazio. All’epoca la Guerra Fredda era in pieno svolgimento; sia gli Stati Uniti che l’Unione Sovietica cercavano di fare il possibile per imporre la propria supremazia militare e tecnologica. Ovviamente all’epoca l’obbiettivo più ambito era la conquista dello spazio. I due fratelli torinesi riuscirono a captare il battito cardiaco della cagnetta Laika e in una seconda occasione la voce di Yuri Gagarin (nella foto): stiamo parlando dei primi esseri viventi lanciati nello spazio, ad opera dei sovietici. Ebbero modo anche di ascoltare la voce di John Glenn, ovvero il primo americano nello spazio. In quella circostanza, le autorità americane si complimentarono con i due fratelli, rimanendo colpiti dal modo in cui trovarono le frequenze – non comunicate – di trasmissione della capsula Mercury, basandosi solo su delle foto. Tuttavia fa riflettere il fatto che le missioni sovietiche venivano rese note ben dopo il loro inizio. Dietro questo ritardo, si cela una drammatica verità, che i fratelli Judica Cordiglia hanno potuto ribadire, senza temere ripercussioni, solo recentemente. Infatti, sono molti i cosmonauti sovietici lanciati allo sbaraglio nello spazio, che ovviamente sono morti. I fratelli captarono, da satelliti annunciati dai sovietici come vuoti, respiri affannosi, battiti cardiaci, e in alcuni casi disperate richieste d’aiuto. Molte di queste registrazioni tutt’ora vengono tenute segrete, ma ne sono state rese note alcuni spezzoni e alcune frasi eloquenti, nel loro libro da poco pubblicato: “Dossier Sputnik”. Come il grido, affannoso e disperato, di una donna:

“ma non è pericoloso?…rispondete, ho caldo…vedo delle fiamme…sto morendo, ma questo il mondo non lo saprà…”

LUMUMBA, EROE AFRICANO

Fino a qualche decennio fa, molte potenze mondiali si contendevano le terre africane, per sfruttarne l’immenso potenziale. La situazione non è cambiata, ora lo sfruttamento è celato dietro la globalizzazione ed altre forme di aiuto interessato…Può far riflettere la storia di Patrice Lumumba, l’unico dirigente politico liberamente eletto nella Repubblica Democratica del Congo. Lumumba nacque nel 1925 nell’allora Congo Belga (noto come “Zaire”), ed ebbe la fortuna di studiare. Lavorò come giornalista, e fu uno dei pochi congolesi a fregiarsi dello statuto di “immatriculé”, con il quale il Belgio riconosceva al beneficiario lo status di…essere umano, e tutti i conseguenti diritti civili. Per loro, tutti gli altri erano come scimmie. Ben presto Lumumba si interessò all’evoluzione sociale del suo paese e alla lotta per l’indipendenza, fondando nel 1958 il “Movimento Nazionale Congolese”. A ad un congresso a cui partecipavano numerosi esponenti delle nazioni africane, rivendicò l’indipendenza della sua nazione. Nei mesi successivi, Lumumba tentò di dare una forma definita al “suo” stato. Nel 1959 organizzò una riunione con le altre fazioni indipendentiste locali. La sua attività non passò inosservata, e le autorità belghe lo condannarono a sei anni di prigione, ma forse rendendosi conto che in questo modo si rischiava una rivolta popolare, Lumumba fu ben presto rilasciato. A sorpresa, il Belgio, il 30 giugno del 1960, riconobbe l’indipendenze della Repubblica Democratica del Congo, consapevole che avrebbe comunque mantenuto un influsso pesante sulla neonata nazione africana. Ma Lumumba, che fu eletto primo ministro, prese la coraggiosa decisione di africanizzare i ranghi dell’esercito, una decisione che rivelò l’alto livello di corruzione del suo governo, colluso con i tiranni belga. Infatti fu rimosso subito dal suo incarico, mentre il Belgio iniziò a sostenere la secessione voluta dalla regione del Katanga; il tutto per distruggere l’unità del nuovo stato. Lumumba rifiutò di lasciare le redini del governo, ma il presidente Mobutu, succeduto a Kasa-Vubu, che Lumumba aveva fatto spodestare, lo farà catturare il 17 gennaio del 1961. Fu ucciso la sera stessa e i resti finirono nell’acido. Nei giorni a seguire i secessionisti del Katanga e i mercenari belgi uccisero molti sostenitori dell’ormai morto primo ministro. Era solo l’apice del regime di terrore che ormai era instaurato in Congo, e che portò il successore “morale” di Lumumba, Pierre Mulele, che stava organizzando una guerriglia, ad essere ucciso e dato in pasto ai coccodrilli per mano della coalizione secessionista congo-belga di Mobutu. All’epoca persino Che Guevara si era interessato al caso del Congo, ma non ebbe alcuna chance di far affermare le ragioni di un popolo devastato dalla corruzione, dalla povertà, dall’AIDS e dalle lotte intestine aizzate dagli imperialisti. Solo nel 1997 finirà il governo assassino di Mobutu, e solo nel 2002 il Belgio ha riconoscerà le sua responsabilità nei fatti citati. In pratica il Belgio, stato tanto rispettabile che fa parte dell’Unione Europea, ha portato alla attuale situazione dell’ex Zaire: uno stato devastato dalla corruzione, dalla povertà, dall’AIDS e dalle lotte intestine. Esattamente come ai tempi di Lumumba.

…CE L’HO, CE L’HO, CE L’HO…

Ultimamente, qualsiasi cosa guardo mi ricorda il tempo che passa…Oggi ad esempio pensavo alle figurine. In tanti anni di onorata carriera a servizio della Panini, non sono mai riuscito a completare un album che uno. Il classico “Calciatori” mediamente è formato da 650 figurine…lo iniziavo, ma per completarlo era necessario che una stagione calcistica durasse almeno 18 mesi! Ricordo che il mio primo album lo avevo quasi finito, stagione 94/95. Per completarlo, un giorno, comprai ben 20 pacchetti di figurine, e mi ritrovai con il solo Jurgen Kohler da attaccare e 119 doppioni per decorare l’armadio…Avevo 9 anni! Il mio album preferito rimane però quello dei mondiali del 1998: facevo la quarta elementare e mi mise di fronte a quesiti nuovi e coinvolgenti: perché i norvegesi sono tutti alti un metro e novanta? Perché in Francia ci sono così tanti neri? Perché gli arabi hanno tutti il cognome che inizia con “Al”? Come fanno i coreani a distinguersi tra di loro? E la Giamaica, esiste veramente? Misteri ancora insoluti. Tanti calciatori mi sono rimasti impressi non per le loro abilità in campo, ma perché li trovavo sempre nelle figurine (come Paolo Montero, un incubo!), o avevano un aspetto incredibile, come Alexi Lalas, per gli amici Gesù…Ricordo anche l’album della Ferrari (già all’epoca ero attratto dal rosso a quanto pare) e quello della NBA, che lo facevo solo io e mi permise di scoprire che Micheal Jordan non giocava con Bugs Bunny e Duffy Duck, come avevo appurato da “Space Jam”…Oggi purtroppo il mondo delle figurine non gode di ottima salute, ormai non sono più in voga ed è un peccato.