UNA SENTENZA GIUSTA

Si intravede la fine di un triste caso di cui si è parlato molte volte negli ultimi anni. La Cassazione ha deciso di riaprire il caso di Eluana Englaro, una donna in coma permanente e quindi irreversibile da ben quindici anni. Vittima di un incidente stradale a soli 21 anni, attualmente Eluana viene tenuta in vita con un accanimento terapeutico davvero inumano: anche se in stato vegetativo e alimentata artificialmente, viene considerata ancora “non morta encefalica” in quanto respira senza l’aiuto di macchinari. Ciò accade perchè una piccola parte del suo cervello è ancora attiva, ma non basta per farle riprendere conoscenza. Non può muoversi, deve essere accudita giorno e notte. Il padre di Eluana, il signor Bettino, da anni chiede che sua figlia possa essere lasciata morire, in quanto in vita lei aveva espresso il desiderio di ricorrere all’eutanasia nel caso gli capitasse una disgrazia simile: cosa che purtroppo accadde nel 1990. Con una sentenza arrivata il 16 ottobre, i magistrati hanno espresso il loro assenso alla sospensione dell’alimentazione artificiale. E’ ovvio che tutti hanno il diritto di vivere, ma non in quelle condizioni: la dignità di una persona è la cosa più importante, senza contare il dramma che la famiglia Englaro è costretta a vivere ogni giorno, dal 1990, quando un mese dopo l’incidente i medici diagnosticarono il coma permanente di Eluana.

SANTINO MARELLA

Innanzi tutto prometto che non cambierò più il template fino al 2010…Dopo tanti giri, peraltro, sono tornato al template che usavo all’inizio! Siccome non so che scrivere, forse perchè ultimamente sto prendendo troppi appunti e la mia mano destra soffre di crampi, vi lascio un bel video. So che odiate il wrestling, però dovete sapere che a Raw è arrivato un lottatore “italiano”, Santino Marella. Nel filmato lo vediamo nel backstage mentre si presenta al general manager William Regal (che manco gli dà la mano) e finisce però per attirare le attenzioni di Maria, che lo prega di parlare in italiano…Il tipico nostro connazionale all’estero: discriminato dagli uomini, amato dalle donne! (PS: Se il video non parte, cliccateci nuovamente sopra così andate direttamente su YouTube, dove si vede.)

CARLO PARLANTI, PRESUNTO COLPEVOLE!

Questo post è stato creato per attirare e focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulla vicenda di CARLO PARLANTI, 42enne fisico e programmatore informatico arrestato ed in seguito processato negli Usa per un crimine che non ha mai commesso. Carlo è ammalato di Epatite C contratta in carcere, di piorrea, sciatalgia ed asma. Per l’epatite Carlo non viene curato. Se al più presto non si interverrà e l’epatite non verrà curata, Carlo potrebbe trovarsi presto in pericolo di vita. In questi ultimi giorni le condizioni sono ulteriormente peggiorate tanto e pertanto Carlo è attualmente ricoverato presso l’ospedale di Mercy di Backersfield con una diagnosi alquanto inquietante. Pioritaria diventa pertanto l’esigenza di RIPORTARE CARLO IN ITALIA affinchè possa venire curato nel migliore dei modi e perchè ciò avvenga occorre UN’AZIONE DI SENSIBILIZZAZIONE.
Lo ripetiamo: Carlo è in carcere negli Stati Uniti per un crimine che non ha mai commesso, nel silenzio delle istituzioni italiane che fino ad ora non hanno accolto nessuno dei precedenti appelli. Non lasciamo che un cittadino italiano continui a soffrire nell’indifferenza generale.
Aiutiamolo a lasciare la sua ingiusta detenzione ed a far sì che possa ricevere le cure necessarie alla sua sopravvivenza.
Firma la petizione internazionale all’indirizzo: http://www.petitiononline.com/parlanti/petition-sign.html?
Prove dell’innocenza di Carlo, le carte processuali, ed i modi per aiutare Carlo sono disponibili all’indirizzo http://www.carloparlanti.it.
All’indirizzo katia@carloparlanti.it, è possibile contattare la Sig.ra Katia Anedda, sempre in prima linea per dimostrare l’innocenza del suo compagno ed impegnata da tre anni in una battaglia estenuante per far si che Carlo possa tornare a casa.

Qui di seguito anche alcuni indirizzi ai quali, chiunque di voi, può scrivere per chiedere più attenzione su questo caso:
http://www.adnkronos.com/IGN/ext/contacts.php?mid=2 AdnKronos
agenzia@asca.it Ag. Stampa quotidiani Italiani
segreteria.redazione@agi.it Assoc. Giornalisti Italiani
espressonline@espressoedit.it Espresso
ildirettore@ilfoglio.it Il Foglio
roma@gazzettino.it Il Gazzettino
redazione@ilmanifesto.it Il Manifesto
posta@ilmattino.it Il Mattino
esteri@messaggero.it Il Messaggero
ufficio.centrale@ilpiccolo.it Il Piccolo
segreteria.redazione.bologna@monrif.net Il resto del Carlino
redazione@ilsecoloxix.it Il Secolo XIX
gaspare.borsellino@italpress.com ItalPress
segreteria.redazione.milano@monrif.net La Nazione
interni@avvenire.it L’Avvenire
http://www.corriere.it/romano/scrivi.shtml Lettere a Sergio Romano (Corriere della Sera)
esteri@unita.it L’Unità
ufficio.centrale@messaggeroveneto.it Messaggero Veneto
panorama.it@blog.it Panorama
8262@rai.it Chi l’ha visto?
annozero@rai.it Annozero
blunotte@rai.it BluNotte
diversidachi@rai.it Diversi da chi
gabibbo@mediaset.it Striscia la notizia
http://www.iene.mediaset.it/segnalazioni.shtml Le IENE
http://www.matrix.mediaset.it/dillo.shtml Matrix
http://www.report.rai.it/RE_segnalazioni/ Report
info@nessunotocchicaino.it Nessuno Tocchi Caino
lavitaindiretta@rai.it La vita in diretta
redazionetg5@mediaset.it TG5
terra@mediaset.it Terra
tg1_speciale@rai.it Speciale Tg1
zapping@rai.it Zapping

AIUTA CARLO a riabbracciare i suoi Cari, DIFFONDI LA SUA STORIA!

UNA STORIA COME TANTE

E’ morto il primo ministro del Myanmar, Soe Win, noto come “Il Macellaio di Depain”: proprio a Depain fu l’artefice di un massacro ai danni di centinaia di manifestanti, seguito poi dall’arresto di Aung San Suu Kyi, leader della lega democratica del paese. Verranno versate poche lacrime per lui, immagino…Il Mynamar sta vivendo una fase molto drammatica della sua storia: il tentativo di formare un governo democratico si sta trasformando in un massacro. I monaci, in prima fila, manifestano pacificamente a favore di un governo giusto, senza bandiere di partiti o slogal eclatanti: chiedono sono libertà e giustizia. Tuttavia, l’attuale governo ha paura di loro e con immensa codardia li uccide senza pietà. Questi uomini, seguaci degli insegnamenti di Gandhi, lottano da soli contro il mondo. Il Myanmar è un paese arretratissimo, anche a causa dell’attuale governo che ostacola la crescita del paese. Per loro è difficile anche comunicare con gli altri paesi, perché internet non è volutamente accessibile a tutti: ufficialmente serve a non inquinare la loro “identità culturale”, la realtà è che il governo teme una fuga di notizie. In questo momento l’unica colpa del Myanmar è di non avere ingenti risorse di petrolio, altrimenti il governo dittatoriale sarebbe già stato rovesciato da un pezzo, invece persino i paesi vicini si limitano semplicemente a non approvare quello che sta succedendo. E mentre l’ONU continua a trattare invece di agire ed arrestare Than Shwe, il generale assassino che comanda le azioni repressive, continuano arresti e pestaggi: dal 1988 a oggi sono morti 3000 ribelli. Temo che le trattative porteranno ad una “tregua”, e una volta spenti i riflettori sullo stato asiatico il governo finirà di punire tutti i responsabili dei moti di protesta dei giorni scorsi.