UNA STORIA COME TANTE

E’ morto il primo ministro del Myanmar, Soe Win, noto come “Il Macellaio di Depain”: proprio a Depain fu l’artefice di un massacro ai danni di centinaia di manifestanti, seguito poi dall’arresto di Aung San Suu Kyi, leader della lega democratica del paese. Verranno versate poche lacrime per lui, immagino…Il Mynamar sta vivendo una fase molto drammatica della sua storia: il tentativo di formare un governo democratico si sta trasformando in un massacro. I monaci, in prima fila, manifestano pacificamente a favore di un governo giusto, senza bandiere di partiti o slogal eclatanti: chiedono sono libertà e giustizia. Tuttavia, l’attuale governo ha paura di loro e con immensa codardia li uccide senza pietà. Questi uomini, seguaci degli insegnamenti di Gandhi, lottano da soli contro il mondo. Il Myanmar è un paese arretratissimo, anche a causa dell’attuale governo che ostacola la crescita del paese. Per loro è difficile anche comunicare con gli altri paesi, perché internet non è volutamente accessibile a tutti: ufficialmente serve a non inquinare la loro “identità culturale”, la realtà è che il governo teme una fuga di notizie. In questo momento l’unica colpa del Myanmar è di non avere ingenti risorse di petrolio, altrimenti il governo dittatoriale sarebbe già stato rovesciato da un pezzo, invece persino i paesi vicini si limitano semplicemente a non approvare quello che sta succedendo. E mentre l’ONU continua a trattare invece di agire ed arrestare Than Shwe, il generale assassino che comanda le azioni repressive, continuano arresti e pestaggi: dal 1988 a oggi sono morti 3000 ribelli. Temo che le trattative porteranno ad una “tregua”, e una volta spenti i riflettori sullo stato asiatico il governo finirà di punire tutti i responsabili dei moti di protesta dei giorni scorsi.

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15 pensieri su “UNA STORIA COME TANTE

  1. Carissimo M@d, è sempre bello ritornare a leggere il tuo blog. Ciò che scrivi è la pura triste realtà. Il caso della “guerra civile” in Birmania l’ho seguita da quando ero a Parigi… ero lì quando ho sentito di ciò che stava succedendo.
    Tregua??? Non so, sinceramente ci credo ben poco.

  2. PIGMALIONE: Si, anche se la situazione del Myanmar sono tanti anni che è così.

    ALBERTO: Grazie, lo leggo 😉

    BAOL: Eh già…

    LISA72: C’è una curiosa censura che ho notato: scrivendo Myanmar su Google escono principalmente siti turistici.

    RYUKEN: La tregua sarebbe fittizia, quindi potrebbe benissimo esserci. Spenti i riflettori sul Myanmar, a nessuno fregherebbe più niente dei soprusi ai danni di quello sfortunato popolo.

    CHIT: Certo, come il caso Parlanti.

    ANDREA: Dando retta alle fonti provenienti dal governo del Myanmar, quello stato è il paradiso terrestre 😦

  3. non ho avuto un pensiero cristiano… ho pensato meno male, fuori uno…
    speriamo che l’attenzioni si mantenga viva e che si riesca a fare qualcosa di concreto per il popolo birmano, in questo caso la religiosità potrebbe essere un’arma potente

  4. sono sempre di più le “storie come tante” che vanno avanti da molto tempo a questa parte…susseguirsi di lotte e guerre civili per divergenze politiche, religiose e il primo (nel caso di Aung San, la prima) che cerca di sistemare la cosa viene messa agli arresti domiciliari..
    Bel post MadRiot 😀 e buon inizio settimana

  5. ZEFIRINA: Le religioni semmai portano altri guai…

    BLOG NEWS: Grazie

    ELENA: Già è tanto che non l’hanno ammazzata.

    NARKO: Già.

    SONIA: Bene.

    DAVIDE: Ciao 😉

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