UNA SENTENZA GIUSTA

Si intravede la fine di un triste caso di cui si è parlato molte volte negli ultimi anni. La Cassazione ha deciso di riaprire il caso di Eluana Englaro, una donna in coma permanente e quindi irreversibile da ben quindici anni. Vittima di un incidente stradale a soli 21 anni, attualmente Eluana viene tenuta in vita con un accanimento terapeutico davvero inumano: anche se in stato vegetativo e alimentata artificialmente, viene considerata ancora “non morta encefalica” in quanto respira senza l’aiuto di macchinari. Ciò accade perchè una piccola parte del suo cervello è ancora attiva, ma non basta per farle riprendere conoscenza. Non può muoversi, deve essere accudita giorno e notte. Il padre di Eluana, il signor Bettino, da anni chiede che sua figlia possa essere lasciata morire, in quanto in vita lei aveva espresso il desiderio di ricorrere all’eutanasia nel caso gli capitasse una disgrazia simile: cosa che purtroppo accadde nel 1990. Con una sentenza arrivata il 16 ottobre, i magistrati hanno espresso il loro assenso alla sospensione dell’alimentazione artificiale. E’ ovvio che tutti hanno il diritto di vivere, ma non in quelle condizioni: la dignità di una persona è la cosa più importante, senza contare il dramma che la famiglia Englaro è costretta a vivere ogni giorno, dal 1990, quando un mese dopo l’incidente i medici diagnosticarono il coma permanente di Eluana.

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19 pensieri su “UNA SENTENZA GIUSTA

  1. Concordo con Andrea, trattasi di argomento sicuramente complesso e articolato. Personalmente sono per la libertà di scelta di coloro che queste storie le vivono quotidianamente è non tanto di un giudice chiamato a deidere d’ufficio.
    Ok il diritto alla vita, il rispetto dell’individuo etc. etc. etc. ma … mi chiedo dopo aver vissuto certi momenti, e vita quella di questa ragazza?!

  2. Il caso è molto controverso, non è nuovo a magistrati e medici: in questi 15 anni molte altre volte la famiglia si è presentata da dottori e giudici per chiedere che fosse posta fine a questa situazione, ma non c’erano (e non ci sarebbero neanche ora – ndr) i presupposti giuridici per “staccare la spina”.

    Ora è saltata fuori quella lettera che sarebbe stata scritta nel 1990…
    E, ok… Facciamo tutti finta di credere che fosse quello che voleva davvero lei, soprattutto perché i genitori non ne possono più di avere un vegetale come figlia; ma il suo caso è molto complicato, perché lei -come hai giustamente scritto anche tu- teoricamente è ancora biologicamente viva. E alcuni sono riusciti a uscire da comi ben più profondi dl suo…

    Insomma, un caso davvero difficile da valutare.
    Sicuramente una tragedia che ha cambiato per sempre la vita di quella famiglia. Che Dio li aiuti!

    Un abbraccio astenuto 🙂

  3. ANDREA: Si ho letto…ma quel tipo di giochi non mi hanno mai attirato! 😉

    CHIT: Io penso che tenere una persona in quello stato sia orrendo…Eluana non può più riprendere conoscenza né percepire alcunchè: a che serve tenerla in “vita”? La decisione sembra scontata e invece…

    ALBERTO: Che io sappia, non ci sono speranze che esca dal coma perchè il suo cervello ha subito danni irreversibili: funzionano solo alcune parti che ne permettono la respirazione. Ma secondo me questa non è una vita…Welby era vivo, ma Eluana non è viva! Pensate che strazio per la famiglia dover vedre la figlia in quelle condizioni!

  4. Io ho detto a tutti quelli che conosco che se dovesse mai accadermi qualcosa del genere voglio poter morire in pace… anche perchè se IO mi risvegliassi dopo 15 anni di coma con i danni fisici e psichici che indubbiamente si riportano in questo lasso di tempo non credo che potrei ritenermi fortunata.. e penso anche alla mia famiglia: immobilizzata con me per 15 ad aspettare che magari riapra gli occhi e sia diventata un vegetale? NOOOOO sono madre: voglio che i miei figli VIVANO la loro vita…
    Per un po’ di tempo si era sperato che potesse essere regolarizzata la BIOCARD con la possibilità di far dichiarare le proprie intenzioni agli interessati ma, come molte altre cose, è ferma da qualche parte… e poi anche in quel caso, come per la donazione diorgani, è necessario che la famiglia approvi…
    Un saluto, Lisa

  5. io non so davvero cosa farei se mi capitassse di dover prendere una simile decisione, bisogna viverle per capire le ragioni degli uni o degli altri, quindi mi astengo
    però per chi non l’avesse visto consiglierei il film: Il mare dentro che tratta di questo tema con molta molta delicatezza

  6. Quoto il commento soprastante, si tratta di una scelta individuale (vedi Welby) che nell’imposibilità che venga fatta, spetta alla famiglia (il caso che appunto hai trattato te) e politici/magistrati/fantomatici uomini di fede non devono comprendere ma approvare, se questa è la volontà di chi la chiede..

    un saluto! elena

  7. Hey,
    passo velocemente sul tuo blog per avvisarti che ho iniziato con una sorta di girone letterario per decidere il vincitore del rompicapo. Sei in gara a partire dalle 19 di questo pomeriggio. Vai sul blog cosi leggi.

  8. Tema difficile hai trattato oggi….Credo che ognuno di noi darebbe risposte diverse al problema…Molto sarebbe legato alla fede, altro alla famiglia…
    In questo caso io sono con il padre e con lei…non credo che sia come dice Alberto un modo come un altro da parte loro di liberarsi di un fardello…Ben altri l’hanno fatto in modo peggiore….E nello sguardo di un padre disperato ci leggo amore…Per una figlia che c’è e non c’è e una disperazione senza fine…”Facendola morire” le sofferenze dei genitori non finirebbero, anzi, ce ne sarebbero ben altre….

  9. Io sono moralmente contrario all’eutanasia, ma se è necessario, come in questo caso od in caso di malattia terminale, non vedo perché una persona debba soffrire inutilmente. Oppure come Welby (che non sono pochi i casi).
    Io dico che in questi casi, la morale Cattolica (o qualsiasi altra morale) non ha nulla a che vedere e quindi è un diritto dei familiari (e dello stesso interessato se richiesto) chiedere la sospensione di terapie inutili se non alla causa di fare esperimenti su queste povere persone.
    Sì all’eutanasia (se davvero necessario). Spero di essere stato chiaro quindi che è un nostro diritto scegliere se i casi sono davvero gravi.
    Ciao carissimo, a presto.

  10. LISA: Giusto, involontariamente si rovina la vita degli altri per attaccarsi ad una speranza inutile.

    ZEFIRINA: Io non ho dubbi, mi capitasse una cosa simile vorrei che la spina fosse subito staccata.

    DAVIDE: Si, ciao 😉

    NARKO, ELENA: In fondo basta che al compimento dei 18 anni si possa scegliere…Anche se non concepisco colui che vuole “vivere” nelle condizioni di Eluana.

    ASTRALLA: Non so…Io personalmente preferirei che mia figlia morisse serena. L’accanimento terapeutico la sta distruggendo fisicamente comunque, quindi…

    RYUKEN: Dovrebbero formulare una legge, Ryuken, basandosi sulla costituzione, che garantisce sempre il rispetto per la persona, che nel caso di Eluana dal 1990 viene meno. Quale padre vorrebbe vedere la figlia in quello stato?

    GIULIA: Neanche io.

    BEPPONE: Oooh, grande ritorno 😉

  11. ….parlo anche perchè cose del genere le vedo con i miei occhi…..
    Pensate alla chiesa che tiente tutti sotto i suoi tentacoli come la piovra simbolo mafioso….per non perdere potere e per continuare indisturbata a dire cazzate se ne frega altamente della vita della gente e dice che nessuno ha diritto di morire… è dio che decide!!! pensate voi chi ci manda avanti e tutti qui polli che vanno appresso sbavando….non avendo le palle per dire va bene, dopo la morte non c’è nulla però siccome ho paura mi faccio usare come un giocattolo così vivo meglio.
    una persona che conosco soffre di sclerosi multipla…da 10 anni la malattia l’ha messo sempre più in uno stato invalidante…. potrebbe vivere ancora molto ma sempre peggio…potrebe finire in coma o a letto per anni…però lui non ha il diritto di decidere della sua vita, la sua dignità che già adesso è pari a 0 potrebbe sprofondare sempre più…una persona che era attiva e faceva una bella vita costretto ad essere accudito notte e giorno dalla famiglia.
    Bella italia

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