I SAPIENTI

Ormai sono quasi due mesi che vado all’università, alla Sapienza, e mi sembrava doveroso scrivere due righe su questo…L’università è quel luogo che, nonostante la frequenza non sia obbligatoria, nessuno vuole perdere una lezione…E’ l’opposto del liceo insomma! I professori sono dei veri showman, più che insegnarti le cose sembra che vogliano intrattenerti. E’ nota l’usanza dei prof di fare battutine libidinose alle ragazze che stanno ai primi banchi…Di tutt’altra pasta sono i loro collaboratori: duri, cattivi, la loro frase tipica è:”Se non volete ascoltare, uscite dall’aula!”.
La mia facoltà, Scienze e Tecnologie della Comunicazione, è frequentata da un numero imprecisato di ESI. CalabrESI, pugliESI, catanESI…tutti con la desinenza -ESI, per sottolineare che provengono da piccoli paESI e non ci torneranno per mESI. Ma sono tutt’altro che sprovveduti: dopo una settimana a Roma, la conoscono meglio di te che ci abiti da sempre, e ti danno pure consigli su quali bus e treni prendere per andare a casa. “Il sito dell’ATAC è molto utile”, dicono. Si ambientano molto presto alla vita universitaria, si raggruppano per regioni e durante le lezioni ci manca poco che nell’euforia si mettano a cantare “Sciuri Sciuri” o “Calabrisella mia”. In attimi di lucidità pongono domande assurde, rese ancora più insopportabili dal loro accento che rende la loro voce melodiosa come un gessetto sulla lavagna:”Scusi prof, lei ci ha parlato fin’ora di Malinowski: ci spiegherebbe esattamente come si scrive?”. E giù a ridere. Mah. Oltre ai Fuori Sede ci sono anche i Fuori Corso: quasi trent’enni, frequentano i corsi del primo anno e l’ultimo esame lo hanno dato nel marzo del 1996. Arrivano a metà lezione, accendono il portatile e si mettono a chattare su MSN. Di questo passo andranno in pensione il giorno dopo aver preso la laurea…e forse è il loro obiettivo!
Nel corridoio esiste una macchinetta del caffè. In condizioni normali nessuno prenderebbe un caffè lì, perchè la macchinetta è fatiscente e non dà il resto, ma dopo alcune ore di lezione il caffè ci vuole…Questa macchinetta serve un caffè impossibile da raffreddare. Potete mettere il bicchierino in un freezer, gettarlo nel Mar Glaciale Artico e ripescarlo dopo sei ore ma vi scotterete comunque dita e lingua. Inoltre i cucchiaini sono più corti del bicchiere, si mimetizzano nel caffè. Pare che decine di studenti della Sapienza ogni anno muoiano trafitti da questi invisibili, piccoli assassini di plastica Made in China. Questo spiega l’alta presenza di Emo nei paraggi, ansiosi di tagliarsi la gola spendendo solo 0,30 centesimi…
Spesso nella piazzetta dell’università si radunano oscuri personaggi per protestare contro imprecisate questioni. Organizzano striscioni, cortei, fiaccolate. Spuntano fuori bandiere della pace e le effigi dei grandi rivoluzionari della nostra storia: il Che, Beppe Grillo e Homer Simpson. “No alla scuola moderna, no alla riforma, no all’Euro, no al canone fisso Telecom!”. Ogni occasione e buona per dire no. Peccato che le loro veementi proteste vengano interrotte dagli insensibili inservienti: e ora de annassene, sgomberate…

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UNA MORTE ASSURDA

Sparare con due mani ad altezza d’uomo è omicidio colposo. Speriamo davvero che la questura d’Arezzo riveda il capo d’imputazione a carico dell’agente che ha ucciso Gabriele Sandri, il giovane tifoso della Lazio assassinato domenica in un autogrill. Qua non si tratta di problemi legati al tifo violento, come nel caso di Vincenzo Spagnolo o altri sfortunati tifosi rimasti vittime di risse o scontri: Gabriele poteva essere uno di noi, non bisogna certo essere tifosi per fermarsi in un autogrill e trovarsi coinvolti in una rissa. Non si può parlare di “tragico errore”, perchè sparare in aria non può essere sparare in orizzontale; così come non è giustificata la reazione dell’altra notte di molti tifosi romani che hanno messo a ferro e fuoco la città, probabilmente inseguendo fini che vanno aldilà del tifo calcistico. Inserire tutto questo nel contesto dello sport è vergognosamente riduttivo, vietare le trasferte mi sembra inutile e grottesco…E’ vietando le trasferte che si impedisce agli agenti di avere più persone per i loro folli tiri al bersaglio? Ne dubito, di situazioni di disordine ce ne sono tante e anche molto più gravi di quello che stava succedendo sull’A-1, dove peraltro tutto si era risolto e i tifosi coinvolti nell’alterco se ne stavano andando via. Si tratta di un episodio assurdo, imperdonabile e vergognoso. A discolpa dell’agente, l’aver fatto parte di un’istituzione pubblica capace di dare in mano una pistola al primo che passa perchè degli agenti veri sarebbero intervenuti durante lo scontro tra i tifosi, placando gli animi senza ricorrere alla pistola e prendendo i dovuti provvedimenti. In conclusione, chi ha dato una pistola in mano a quell’agente è assassino quanto lui, e se invece di uccidere un tifoso di una squadra di calcio avesse ucciso un delinquentello qualsisasi la notizia non sarebbe finita sul TG5.