CORE DE STA CITTA’…A RISCHIO INFARTO

Che Berlusconi avrebbe vinto la carica di premier, non c’erano dubbi; l’annientamento della sinistra è stata una sorpresa, ma neanche troppo…Le residue speranze di non vedere la croce celtica perlomeno in Campidoglio si sono appena infrante con la nomina a sindaco di Gianni Alemanno, un altro pseudo-duce esaltato. Sinceramente non credo che se avessero eletto Rutelli avremmo risolto i problemi di Roma, ma almeno non avremmo aggiunti altri.

Da buon destro, Alemanno si è prodigato ad inveire nella sua campagna elettorale contro gli extracomunitari che, come i barbari guidati da Attila, distruggono la capitale terrorizzando vecchi e bambini, violentando le donne negli angoli oscuri della città. Certo, addurre il degrado urbano ai clandestini è facile, anche perché di certo rom e company non sono damerini usciti da Cambridge, ma francamente mi pare esagerato, in quanto a delinquere gli italiani non sono più gentili del resto del mondo. E anche fosse, non è possibile caricare tutti i clandestini su un’arca di Noè e dirottarli a casa loro, quindi le bellicose iniziative di Alemanno secondo me, inevitabilmente, si ridurranno alla chiusura di qualche centro sociale (da sempre, per la destra, luoghi di peccato e perdizione filosovietica) e all’arresto in pompa magna di un paio di zingarelli minorenni. Unico raggio di sole a schiarire la situazione, la vittoria elettorale di Zingaretti, nuovo presidente della provincia…

Ironia della sorte, se ieri sera il mio indice di gradimento della destra era al minimo storico, stamattina la situazione si è quasi ribaltata: al test di storia mi è capitata una domanda sulle guerre di Mussolini, domanda sicuramente più abbordabile di quella sulla Repubblica di Weimar capitata alla ragazza dopo di me…Che dire, aspettiamo che Berlusconi si allei con la Merkel per attaccare il Liechtenstein anche noi saremo storia!

QUESTIONE DI LIBRI

Nella sua campagna elettorale, Walter Veltroni aveva parlato di una proposta che avrebbe rivoluzionato l’istruzione: abolire la tassa universitaria e rendere gratuita la fornitura dei libri nella scuola dell’obbligo. La cosa più triste è che queste due idee passano per “rivoluzionarie” quando invece dovrebbero essere già da tempo (almeno dalla fine del Medioevo…) una realtà. Invece per colpa ad esempio delle case editrici, che cercano di lucrare il più possibile nell’unico ambito dove tv , radio ed internet non possono ancora imporsi del tutto, queste proposte non verranno mai attuate, anche se avessero eletto il leader del PD.

L’incongruenza è lampante: perché nella scuola dell’obbligo sei obbligato a pagare i libri? In effetti si tratta di un controsenso su cui speculano in maniera insostenibile le case editrici, che ogni anno producono fantomatiche nuove edizioni dei loro libri a prezzo maggiorato, senza contare il fatto che con l’avvento dell’euro le pubblicazioni che costavano 20.000 lire magicamente sono arrivate a 20 euro.

All’università la situazione è peggiore, dato che per ogni materia sono necessari anche tre-quattro libri, spesso scritti – ma guarda caso! – dal professore che tiene il corso, e che a conti fatti trattano lo stesso argomento con parole diverse. Inoltre bisogna pagare una ingente tassa, dato che lo stato deve preoccuparsi degli stipendi di Pippo Baudo e Michelle Hunziker e non di finanziare le università.

I benpensanti sostengono che con i contributi statali il mondo accademico perderebbe la sua storica autonomia, e senza tasse tutti potrebbero accedere troppo facilmente alle facoltà…Questi signori, generalmente pseudo-giornalisti-imborghesiti da inserto del Corriere della Sera, ignorano che il problema del sovraffolamento delle università è dato 1) dalla facilità con cui si ottiene il diploma al liceo (basta andarci e non essere ritardati mentali), 2) dal fatto per le università, che campano proprio sui soldini degli studenti, l’abbondanza è tutt’altro che un problema in fondo. Certo, un’università “statale” mi inquieterebbe altrettanto, ma perlomeno si eviterebbe la stupida concorrenza tra atenei (con tanto di ranking mondiale…) e diverrebbe accessibile a tutti (esami di ammissione permettendo!).

A VOLTE RITORNANO

“A volte ritornano”…non ricordo se fosse il titolo di un libro, un film o lo slogan di una campagna elettorale, fatto sta che mi sembra appropriato alla circostanza. Infatti, dopo tutta la pantomima dell’ultimo post, rieccomi qua. D’altronde, come disse un saggio, “il saggio sa mutare idea” (frase probabilmente inventata da un saggio che, dovendo mutare idea, non voleva passare per cretino), per questo posso riaprire blog addirittura attribuendomi il merito di aver agito saggiamente…
Ok, non attacca!
Sicuramente sarete curiosi di sapere cos’è successo in questi quattro mesi di black out (in realtà non vi interessa affatto, ma in qualche modo dovevo introdurre questo discorso prima o poi…): “Niente Di Che”, una mia frase tipica che include al suo interno vicissitudini tali (esami universitari, trasferte calcistiche nel Sud Italia, lezioni di giapponese ed il furto del cellulare) da non poter essere catalogate né tra gli eventi positivi né tra quelli negativi (cellulare a parte!). Ecco perché della mia vita parlo raramente sul blog, altrimenti i miei post sarebbero “Niente Di Che” 🙂
Dai prossimi post ovviamente tornerò a parlare un po’ di tutto (stragi nel Tibet, elezioni politiche ed infortuni di Ronaldo), nella speranza che il crampo alla mano passi del tutto e possa ricondurre il blog agli antichi fasti decantati persino da Dante nella Divina Blogosfera…
Ok, sto delirando, a presto!