QUESTIONE DI LIBRI

Nella sua campagna elettorale, Walter Veltroni aveva parlato di una proposta che avrebbe rivoluzionato l’istruzione: abolire la tassa universitaria e rendere gratuita la fornitura dei libri nella scuola dell’obbligo. La cosa più triste è che queste due idee passano per “rivoluzionarie” quando invece dovrebbero essere già da tempo (almeno dalla fine del Medioevo…) una realtà. Invece per colpa ad esempio delle case editrici, che cercano di lucrare il più possibile nell’unico ambito dove tv , radio ed internet non possono ancora imporsi del tutto, queste proposte non verranno mai attuate, anche se avessero eletto il leader del PD.

L’incongruenza è lampante: perché nella scuola dell’obbligo sei obbligato a pagare i libri? In effetti si tratta di un controsenso su cui speculano in maniera insostenibile le case editrici, che ogni anno producono fantomatiche nuove edizioni dei loro libri a prezzo maggiorato, senza contare il fatto che con l’avvento dell’euro le pubblicazioni che costavano 20.000 lire magicamente sono arrivate a 20 euro.

All’università la situazione è peggiore, dato che per ogni materia sono necessari anche tre-quattro libri, spesso scritti – ma guarda caso! – dal professore che tiene il corso, e che a conti fatti trattano lo stesso argomento con parole diverse. Inoltre bisogna pagare una ingente tassa, dato che lo stato deve preoccuparsi degli stipendi di Pippo Baudo e Michelle Hunziker e non di finanziare le università.

I benpensanti sostengono che con i contributi statali il mondo accademico perderebbe la sua storica autonomia, e senza tasse tutti potrebbero accedere troppo facilmente alle facoltà…Questi signori, generalmente pseudo-giornalisti-imborghesiti da inserto del Corriere della Sera, ignorano che il problema del sovraffolamento delle università è dato 1) dalla facilità con cui si ottiene il diploma al liceo (basta andarci e non essere ritardati mentali), 2) dal fatto per le università, che campano proprio sui soldini degli studenti, l’abbondanza è tutt’altro che un problema in fondo. Certo, un’università “statale” mi inquieterebbe altrettanto, ma perlomeno si eviterebbe la stupida concorrenza tra atenei (con tanto di ranking mondiale…) e diverrebbe accessibile a tutti (esami di ammissione permettendo!).

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13 pensieri su “QUESTIONE DI LIBRI

  1. Detesto i monopoli, anche se in questo caso mi vien da pensare alla mia libreria, se non ci fossi stata anch’io a contribuire negli anni, gli anni di liceo soprattutto, a quest’ora avrebbero già chiuso.. e un po’ mi spiace.
    baci.

  2. l’università da me è una nave che affonda, e lo dicono i prof apertamente..
    e i prof ogni volta che c’è qualche problema col proiettore oppure quando gli si pianta il portatile-troglodita, dà la colpa alle istituzioni che non danno i soldi alle uni…
    quest’anno per qualche motivo che non so hanno aumentato le tasse cambiando le fasce di reddito e i poveri cristi che non se ne sono ricordati o che non lo sapevano si son ritrovati inseriti in automatico nella fascia massima, con seconde rate da capogiro…
    si sono incacchiati tutti col rettore dicendo che la notizia non era stata ben diffusa e cose del genere, e tipo ieri hanno occupato da qualche parte per aver la restituzione del denaro in più…

    se togliessero le tasse forse uno se la prenderebbe troppo comoda…facendo un esame all’anno come fo io..

    vabbè, ho scritto il monologo delle 0.04.
    comunque ben tornato 🙂

  3. Mi spiace dirlo, ma Berlusconi ci aveva preso in campagna elettorale: Veltroni ha tirato fuori un sacco di proposte irrealizzabili, probabilmente perché sapeva che non avrebbe mai potuto vincere. 🙄

    L’università pubblica, per quanto eccellente sul piano didattico (al momento – ndr), non potrà sostenere l’incalzare delle università private: negli USA, peraltro, le private sono le migliori; e noi siamo solo una colonia… 😦

    Un abbraccio privatizzato 🙂

  4. Baol: Si, già mi immagino i promo: “Per chi si iscrive entro il 10 settembre, in omaggio la t-shirt autografata da Sigmund Freud” 😀

    Kiara: La colpa è anche dei prof che cercano di rifilarci i loro libri…

    Lu: E’ successa anche da noi una cosa simile… Comunque basterebbe tenere le lezioni allo Stadio Olimpico e non ci sarebbero più problemi di spazio!

    Alberto: Secondo me meglio l’università pubblica gratuita che una a pagamento stile college americano… Almeno si evitano le sparatorie!!!

  5. Io frequento un’ Università a pagamento, in Italia. E devo confessare che i prezzi sono esorbitanti, pur presentando ogni anno la dichiarazione fiscale. Addirittura, se vai fuori corso ( e io non ci sono ancora ma dall’anno prossimo ci andrò) pagherò il 14% in più di tassa annua.

  6. L’Università pubblica non potrà essere gratuita nei prossimi anni (già non lo è ora – ndr), perché la qualità didattica costa: ci vogliono gli sponsor per creare iniziative serie.

    E anche la televisione pubblica è destinata a scomparire (nonostante il canone – ndr): facciamocene una ragione.
    Se tutto questo sta succedendo è colpa di quei milioni di parassiti che, ottenuto un contratto da un ente pubblico (scuola, asl, ministero, pubblica amministrazione – ndr) si danno alla macchia anziché lavorare, consapevoli di non essere licenziati.

    Non riusciamo a pagare le pensioni, davvero credi che possiamo permetterci una università pubblica come ora?
    Anche i Licei e le scuole superiori vorrebbero essere trattate dal governo come le scuole private, mentre una volta era il contrario.
    L’era dei privilegi assistenzialisti deve finire o fareo bancarotta come l’Argentina. 😯

    Un abbraccio realista 🙂

  7. E non parliamo dei raccomandati o di quelli che i titoli di studio se li comprano in università (statali, vedi recente scandalo a Bari – ndr) compiacenti… ❗

  8. Sonia: Per fortuna io rientro nella fascia dei “poveri” e pago poco, ma alcuni miei amici spendono davvero tantissimo…

    Alberto: Questione di serietà, che in Italia non c’è mai stata e non ci sarà mai…
    Vabbè ma in fondo finchè ho una buona media possiamo anche lasciare tutto così 😀

  9. E’ bello quando leggi quella carta Costituzionale dove un articolo menziona:
    “Art. 33. c.1:
    L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

    Libere un corno. Se andiamo a scavare troviamo che molte cose non possono essere libere.

    “Art. 34.:
    La scuola è aperta a tutti.

    L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.”

    Libera a tutti, certo, come no??? Non tutti ricevono la borsa di studio (menzionato nel medesimo art. 34 nei commi dopo questi due) e se la possono permettere e non è vero che è gratuita. Le medie le rette si pagano (vedi iscrizioni), i libri si pagano, anche cari. Io grazie a Dio sono nato in una famiglia benestante e non ho avuto problemi, ma ricordo che molti miei compagni non si potevano permettere il lusso di avere dei libri nuovi ed aggiornati perché le finanze familiari non lo permettevano.
    Alla carta è scritta una cosa, nella pratica poi è tutt’altra cosa.

    Ciao, RyuKen / ManMan

  10. Bah, sinceramente credo che “statalizzare” le università non sarebbe una bella mossa, visto com’è lo Stato che ci troviamo. Credo che le due cose debbano stare ben divise, in quanto una possibile statalizzazione farebbe aumentare le influenze politiche nel mondo dell’università, più di quanto non sia adesso. Opinione mia eh…e poi un pò di concorrenza (sana) tra atenei non ritengo sia così male, a patto che si tratti di un qualcosa di realmente comprovato e accertato, e non delle solite ruberie legalizzate dei concorsi di ogni genere italiani.

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