FISCHIO FINALE?

Sabato l’ex-giocatore inglese Paul Gascoigne ha toccato per l’ennesima volta il fondo. Dopo aver passato il pomeriggio di venerdì in una concessionaria Ferrari londinese a pretendere di acquistare una macchina pur privo di denaro, il giorno successivo si è ritrovato a chiedere l’elemosina nel centro di Londra. La sera stessa, in un lussuoso albergo Gascoigne ha tentato persino il suicidio ed ora è stato internato in un ospedale psichiatrico con la possibilità, secondo alcuni parenti, di non uscirne praticamente più.

In quanto ad autodistruzione “Gazza” è riuscito a battere persino l’altro grande ribelle del calcio britannico, George Best, che seppur morto a causa dell’alcolismo è sempre riuscito nel bene e nel male a mantenere un’aura di dignità. La carriera di Gascoigne, che ha solo quarant’anni, è sempre stata costellata da autentiche follie, che però sono sempre state accettate e persino “mitizzate” (e non condannate) dai media, che per anni hanno sempre riportato le sue disavventure come se parlassero di un clown schizofrenico. In realtà Gascoigne è (ed è sempre stato) un uomo malato, a cui i soldi hanno solo permesso di cadere più velocemente nel baratro dell’alcolismo e della depressione. Nonostante sia stato amato da tutte le tifoserie delle squadre in cui ha giocato (Lazio inclusa, dato che ancora oggi a distanza di 13 anni in curva si intravedono bandiere britanniche) nessuno è riuscito a salvarlo.