CAPPUCCINSKI E BRIOCHE

kapuIn questo post voglio parlare di una particolare specie umana: gli Assistenti. Mi riferisco agli Assistenti dei professori universitari, fedeli scudieri dei suddetti. L’Assistente ha un’età variabile tra i 25 e i 32 anni, è laureato da poco con il massimo dei voti e fatica a trovare lavoro. Per questo, assieme ad altri Assistenti, sbarca il lunario mediante lo svolgimento di ricerche promosse dall’università. Con i futuri tagli previsti dal governo, paradossalmente in futuro rischieremo di avere più Assistenti e meno ricerche.

L’Assistente è l’antagonista per eccellenza: viene utilizzato dal professore per qualche supplenza (e nel 95% dei casi si rivela più adeguato del docente in carica) o per presentare i risultati delle loro ricerche, generalmente negli ultimi cinque minuti delle lezioni durante le giornate di sciopero dei mezzi pubblici e in presenza di forti temporali, quindi davanti ad un pubblico di 8 ebeti.

L’Assistente ha però la sua ribalta, il suo quarto d’ora di gloria, il suo riscatto: gli esami orali. In quei casi, l’Assistente si trasforma in specie di diverso tipo. Analizzeremo ora quali.

IL GRIGIO: Il Grigio (o la Grigia) è un’Assistente che ha smesso di credere nella bellezza della vita. Laureatosi troppo presto, ha scoperto di non avere sbocchi lavorativi (fuorchè Assistere). Veste unicamente di colori spenti (grigio, beige, nero, marroncino), ha gli occhiali, una valigia di pelle consumata, parla poco e non ama essere al centro dell’attenzione. Legge pigramente i nomi degli interrogati, ai quali biascica domande non troppo difficili, e li manda a casa più o meno tutti con 25. Il Grigio, perso nella sua malinconia, non ha interesse a far del male al prossimo.

IL GIOVIALE: Il Gioviale (o Allegrotta) si è laureato da poco, e per questo si sente ancora uno studente. Veste da giovincello, non ha la valigetta bensì lo zaino dell’Invicta pieno di scritte risalenti al liceo, e quando fa l’appello degli interrogati sembra che li conosca da una vita. Ci manca solo che dica “Bella, tutto apposto?”. Il Gioviale più che interrogarti sembra voler fare due chiacchiere. Ti aspetti da un momento all’altro che ti chieda se hai visto su Youtube il video con Mosconi che bestemmia o se per te la Roma è uscita dalla crisi. Inevitabilmente, il voto che puoi prendere con loro è alto. A patto che tu sia un teen-ager e abbia lo zaino dell’Invicta.

IL SERPENTE: Questa è la categoria più pericolosa. Il Serpente (o Crudelia, nelle versioni femminili) generalmente legge l’appello, e lo fa come se stesse chiamando in rassegna una divisione delle SS. Hai un secondo esatto per dire “presente”, dopodichè ci sarà poco da fare: il Serpente non perdona. Una volta al suo cospetto, troverà subito qualcosa da ridire: il documento non va bene, i libri fotocopiati non valgono, sputa la gomma da masticare, abbassa lo sguardo, convertiti all’islamismo. Le sue non sono domande: interrogatori. Per prendere 30 è necessario sapere tutti i libri a memoria, prefazione e codice a barre compresi. Se esitate a rispondere ad una domanda, non prenderete più di 18. Qualora ve ne usciste con un “ora non ricordo benissimo ma…”, sentirete istantaneamente il nome del prossimo interrogato.

infine LA FANCIULLA: E’una categoria nuova, in rapida espansione. Generalmente le Fanciulle, chissà perché, sono sempre Assistenti dei docenti di sesso maschile. Si tratta probabilmente di veline scartate da Ezio Greggio, che vogliono ripercorrere le orme della Carfagna. Per questo, si dimostrano preparatissime. Scelgono gli argomenti aprendo il libro a casaccio, ti chiedono Kapuscinski, Malinowski e Vigotskij pur non sapendoli minimamente pronunciare, e ti bocciano per far vedere ai professori che sono in grado di fare qualcosa, oltre che scegliere il tailleur che risalti meglio il loro fisico. Le Fanciulle non sono belle, sono abbellite: probabilmente senza trucco verrebbero licenziate dal professore, e diventerebbero delle Grigie.

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GIUSTIZIE, INGIUSTIZIE E SPERANZE

giudicIn queste settimane si torna a parlare di alcune vicende giudiziare molto importanti. In ordine cronologico, l’ultima riguarda la notizia della possibilità di sospendere l’alimentazione ad Eluana Englaro, la donna in coma irreversibile da quasi venti anni. Finalmente si potrà porre fine ad una triste contesa ideologica che sta durando da tanto, troppo tempo. Per me è giusto concedere una dignitosa fine a questa persona, che non potrà mai più tornare in vita… Perchè il coma irreversibile non è vita!

Sgomento invece è quello che provo nel vedere come si evolvono altre vicende. La prima è sicuramente quella relativa ai fatti della scuola Diaz, che ha visto tutti assolti – ma che sorpresa – i vertici della polizia responsabili dell’inqualificabile atto. “Tra cani non si mozzicano”, è la frase che mi viene in mente per commentare questa sentenza. Poi rimango davvero di sasso nel leggere gli aggiornamenti riguardo la morte della povera Chiara Poggi… Il presunto assassino, Alberto Stasi, è ancora in libertà nonostante sia persino appurato che nel PC custodiva talmente materiale pedopornografico da far invidia ad un maniaco psicopatico. Il maiale peraltro ha passato una bella estate in Sardegna e mi chiedo come sia possibile che una persona indagata per tali efferatezze sia ancora in circolazione.

Infine, leggo un’intervista a Cristiano Sandri, fratello dello sfortunato Gabriele ucciso circa un anno fa dalla follia di un agente, e leggo nelle sue parole una grande dignità nell’affrontare un dolore immenso come quello che può scaturire della perdita di un fratello. La speranza di tutti, sportivi e non, è che anche questo omicidio non sia punito con pene leggere o troppo brevi, come è avvenuto per i casi Carretta e Maso, due killer in semi o totale libertà. Chi sbaglia deve pagare, pagare fino in fondo.