LA MEMORIA… CORTA

Oggi è il 27 gennaio, giornata dedicata alla memoria delle vittime dell’Olocausto. La Shoah, come tutti sapete, è stata una delle più cruente dimostrazioni della potenziale bestialità dell’essere umano. La cosa più sconvolgente è leggere, come di consueto, le notizie che riportano la presenza delle solite scritte antisemite atte a rinnegare la Shoah stessa. In questo giorno infatti si risvegliano gli animi di coloro che ancora condividono e diffondono simili ideali razzisti e, lasciatemelo dire, anacronistici.

La storia in questi anni è andata avanti, e continuare a supportare teorie razziste mi sembra così stupido da farmi realmente dubitare sulla sanità mentale di certe persone. Sarà anche banale ripeterlo, ma dietro a questa nuova escalation di razzismo (che non si limita certo all’antisemitismo) ci sono delle leggi poco dure in materia. Ancora si permette a certi personaggi politici (e non) di diffondere i loro messaggi di cieca e patetica intolleranza.

Come sempre, mi piace ricordare che fino a un secolo fa gli ebrei, i negri e gli zingari del mondo si chiamavano “italiani” e nei luoghi dove essi emigravano venivano considerati un problema sociale, una banda di sub-umani da ghettizzare per evitare che contaminassero le società più civilizzate.

Questa è la vera memoria: ricordiamoci che anche noi italiani siamo stati emarginati e discriminati, per lunghi anni… come possiamo rinnegare tutto ciò solo perchè ora viviamo nel benessere? Non sarebbe come sputare in faccia a tutti gli emigrati del passato che si sono spaccati la schiena e hanno accettato umiliazioni pur di garantire un futuro alle loro famiglie rimaste nella nostra penisola? Cosa sarebbe stato dell’Italia senza queste persone?

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