LA MEMORIA… CORTA

27 gennaio 2010 gabriele 1 commento

Oggi è il 27 gennaio, giornata dedicata alla memoria delle vittime dell’Olocausto. La Shoah, come tutti sapete, è stata una delle più cruente dimostrazioni della potenziale bestialità dell’essere umano. La cosa più sconvolgente è leggere, come di consueto, le notizie che riportano la presenza delle solite scritte antisemite atte a rinnegare la Shoah stessa. In questo giorno infatti si risvegliano gli animi di coloro che ancora condividono e diffondono simili ideali razzisti e, lasciatemelo dire, anacronistici.

La storia in questi anni è andata avanti, e continuare a supportare teorie razziste mi sembra così stupido da farmi realmente dubitare sulla sanità mentale di certe persone. Sarà anche banale ripeterlo, ma dietro a questa nuova escalation di razzismo (che non si limita certo all’antisemitismo) ci sono delle leggi poco dure in materia. Ancora si permette a certi personaggi politici (e non) di diffondere i loro messaggi di cieca e patetica intolleranza.

Come sempre, mi piace ricordare che fino a un secolo fa gli ebrei, i negri e gli zingari del mondo si chiamavano “italiani” e nei luoghi dove essi emigravano venivano considerati un problema sociale, una banda di sub-umani da ghettizzare per evitare che contaminassero le società più civilizzate.

Questa è la vera memoria: ricordiamoci che anche noi italiani siamo stati emarginati e discriminati, per lunghi anni… come possiamo rinnegare tutto ciò solo perchè ora viviamo nel benessere? Non sarebbe come sputare in faccia a tutti gli emigrati del passato che si sono spaccati la schiena e hanno accettato umiliazioni pur di garantire un futuro alle loro famiglie rimaste nella nostra penisola? Cosa sarebbe stato dell’Italia senza queste persone?

OH POVERO SILVIO

13 dicembre 2009 gabriele 1 commento

Se ne parlerà per giorni, forse anche per mesi. Quotidiani, telegiornali, blog: nessuno, me compreso, potrà non soffermarsi sull’aggressione a Silvio Berlusconi.

Non è usuale che un premier venga aggredito, c’è solo un precedente di qualche anno fa quando al Cavaliere venne tirato addosso un treppiedi. Tuttavia in quell’occasione Berlusconi venne fatto passare per una specie di nuovo Wojtila, dato che accolse nel suo reame di Arcore il facinoroso attentatore concedendogli l’agognato perdono.

Alla fine, si parla sempre ed ovunque di lui: in nessun altro paese esiste un politico così potente da monopolizzare il sistema mediatico nazionale. Che sia per motivi leziosi, seri, drammatici, sportivi o di gossip, alla fine viene sempre tirato in ballo. E chissà quanto verrà strumentalizzato questo episodio, quanti salotti televisivi saranno riempiti di fatue chiacchiere, dato che l’Italia non è certo povera di opinionisti che non aspettano altro che argomenti su cui opinare.

Non può non sorgermi il maligno dubbio che ogni tanto, purchè si parli di lui, il Cavaliere non sia disposto pure a rimetterci qualche dente!

(nella foto Oscar De la Hoya e Manny Pacquiao, il premier in versione Passione di Cristo non mi piaceva)

TV-INTAGE

1 dicembre 2009 gabriele 7 commenti

Riprendo a scrivere su questo blog dopo tempo immemore, spinto peraltro da un seminario che ho seguito oggi all’università al quale ha partecipato Sergio Lepre, uno scrittore che ha pubblicato un libro multimediale on-line spiegandoci tutti i vantaggi del web per chi ama scrivere. Sergio Lepre ha 90 anni.

Questo post invece parlerà di qualcosa di realmente vecchio: la RAI. In particolare mi riferisco a “I Migliori Anni”, programma condotto da Carlo Conti che va in onda ogni venerdì sera.

Il programma prevede la partecipazione di cantanti e personaggi del passato, più remoto che recente. Il successo avuto da questo format, ovvero la riproposizione di antichi reperti catodici, non è un’eccezione: in tempi di vacche magre, la RAI ha sempre preferito andare sul sicuro, attingendo dal suo repertorio storico (possibilmente ancora vivente ed in grado di assumere la posizione eretta).

Ed è così che sullo schermo, ogni venerdì, ritornano settantenni come Don Backy, se non ottuagenari, come nel caso di Nilla Pizzi. Come se non bastasse, le loro ormai deturpate figure vengono impietosamente messe a confronto con le immagini di quando erano giovani. Henry Winkler (il protagonista di “Fonzie”) imbiancato ed appesantito diventa una discutibile attrazione, Claudio Lippi (sgualcito dalle conseguenze di un infarto) viene amorevolmente trattato come un demente. Il tutto sotto lo sguardo, da casa, di casalinghe eccitabili alla vista dei loro amori platonici di gioventù.

Insomma, possibile che per assolvere alla storica funzione di tv-non-trash la RAI debba proporre per forza cose vecchie invece che nuove? Il fatto che il pubblico premi programmi stile “si stava meglio quando si stava peggio” non  è forse sintomatico di una colossale involuzione della televisione, dove la gente stufa di reality, quiz e defilippiche non sappia più dove cercare qualcosa di interessante da vedere?

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IL SILENZIO DEI PARACULI (E L’ASSENSO DEI RIMBAMBITI)

23 giugno 2009 gabriele 4 commenti

berlusconi_14218tAll’ultimo referendum, come è noto, ha regnato l’astensionismo, il che ha reso nulla la possibilità di cambiare la legge elettorale, con somma gioia dei soliti beceri politicanti che traggono vantaggio dai magheggi che l’attuale legge tollera. Ma la cosa più triste è constatare come funzionano certe cose in Italia.

Al nostro Primo Ministro (carica che è tutto dire, vista la qualità dei nostri ministri) conveniva che ovviamente vincessero i “no”, ed è per questo che su questo referendum è calato un triste velo di silenzio. Se ne è parlato poco ed in maniera nebbiosa, senza indugiare troppo sui vantaggi di votare “si” e senza sottolineare l’importanza della questione. D’altronde questo potere Lui ce l’ha: quando si controllano le fonti di informazione, la vita è bella…Di questo passo l’italiano medio, già stremato dall’essere dovuto andare a votare per eleggere i fondoschiena da piazzare sulle dorate seggiole europee, si è sentito in dovere di rinunciare al Dovere (di votare).

E’ tristissimo vivere in un paese di menefreghisti. Si parla tanto di “chi vota Berlusconi se nessuno dice di votarlo?” e “la Lega è pura follia razzista”, ma a conti fatti a nessuno frega un ciufolo delle possibilità di cambiare il paese (o Paese, ma ne siamo sicuri che meriti la maiuscola?). Dall’altra parte dell’Oceano una nazione (la più importante del mondo peraltro) ha avuto le palle di eleggere un presidente completamente diverso dal precedente, mentre da noi non ci basta sapere le malefatte che combinano il premier e i suoi lacchè, non ci basta vedere il nostro paese deturpato da intolleranza e razzismo, non ci basta constatare lo schifo sociale e culturale in cui siamo finiti…no, non ci basta.

Permettiamo a pochi di manovrare Molti, con lo stesso atteggiamento di un branco di pecore stanche, che assistono alle disgrazie del proprio paese senza preoccuparsi troppo, perchè tanto si può mandare un sms da casa per donare un euro ai poveri, o andare a messa per sentirsi buoni. Accettiamo di rinunciare all’informazione seria, a favore di una tv invasa da stereotipi distorti, prendendo per reality quello che reality non è. In Italia è più importante la lotta tra la maggioranza e l’opposizione, piuttosto che la lotta ai problemi che dovrebbero risolvere di comune accordo. Hanno più visibilità delle sette semi-fascistoidi che le associazioni che si oppongono alla mafia.

L’unico attivismo dell’italiano è tenere a galla il suo stato di persona-tutto-sommato-rispettabile, attività paracula in cui, non a caso, il nostro premier è stato per decenni maestro.

A me questo paese non piace.

CONSUETE VERGOGNE…

24 maggio 2009 gabriele 5 commenti

immigrDopo un bel po’ di tempo ritorno a scrivere in pianta stabile su questo glorioso blog…ciò che reputo inglorioso e che mi ha spinto a tornare a scrivere è l’episodio che si è verificato ieri sera a Roma. Oggi si sarebbe dovuto festeggiare il capodanno bengalese (comunità peraltro assai pacifica nel mosaico etnico della capitale) e ieri sera si stavano ultimando i preparativi a Villa Gordiani, quando è intervenuto un gruppo di venti codardi, armati di bastoni e spranghe per assalire cinque – cinque! – di loro.

Contrariamente a ciò che afferma lo slogan di una nota birra, non c’è proprio gusto ad essere italiani: un popolo che ha totalmente dimenticato le proprie (umilissime) origini e che a volte sembra che ancora cavalchi l’onda di un assurdo nazionalismo, rispecchiandosi nel dorato squallore dell’epoca fascista…L’italiano non è né meglio né peggio del bengalese, e se cerca di rivendicare qualche vago istinto patriottico – vedi Lega – appare fuori luogo se non ridicolo. Noto con piacere che il sindaco Alemanno ha condannato questo assalto, definendolo “raid xenofobo”: adesso vorrei sentire l’opinione di quei politici che vorrebbero istituire le ronde per controllare gli extracomunitari…prima di ergerci a difensori della suprema giustizia, forse è il caso di riflettere sulla clamorosa arretratezza mentale di tanti nostri connazionali.

Credo possa essere interessante (addirittura educativo per certi soggetti) condividere con voi il rapporto sugli immigrati italiani presentato ad un congresso americano del 1912. Vi renderete conto come il mondo sia piccolo in fondo ed il tempo passi molto velocemente…oggi sono rom, pakistani o bengalesi, ma fino a ieri gli immigrati del mondo eravamo noi.

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, [diventano] violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare fra coloro che entrano nel nostro Paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali. Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione ”

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THE BEST OF 2008

21 dicembre 2008 gabriele 14 commenti

john-rambo-1Ecco la mia personale classifica degli avvenimenti più interessanti del 2008 d.C., ovviamente escludendo il mio demo, uscito a giugno. Il cd è scaricabile dal mio MySpace www.myspace.com/madriotmusic. Se vi piace il rap… :-)

5° David Beckham al Milan Se prima sospettassi che la società rossonera comprasse i giocatori solo per fare notizia e attirare sponsor (Rivaldo, Ronaldo, Ronaldinho…), adesso ne ho la conferma. Meglio di Berlusconi ha fatto Gaucci quattro anni fa quando si assicurò le prestazioni di Saadi Al Gheddafi. Per la cronaca, una presenza e zero gol conditi da una squalifica per doping. Per Beckham, il futuro è più roseo: Gattuso è infortunato, ora deve sperare solo nelle defezioni di Antonini, Ambrosini, Cardacio, Emerson, Flamini, Jankulovski, Kakà, Pirlo, Seedorf e Viudez per trovare posto a centrocampo.

4° Le manifestazioni anti-Gelmini Non pensavo si potesse arrivare a smuovere tanti universitari per manifestare, ma poi ho capito perchè. In fondo, per le strade ci si divertiva. Anche i politici si sono divertiti. Tutti si sono divertiti, sembrava un remake-soft del ‘68. Sarebbe bello ora che la Germania minacciasse di occupare il Liechtenstein, in modo da armarci di fucili ad aria compressa e giocare alla Guerra Mondiale.

3° Obama presidente degli USA Per me è incredibile, perchè fino all’ultimo dubitavo dell’elezione di Obama. Ma d’altronde Barack è il presidente perfetto per gli States: ha l’aspetto di un giocatore dell’NBA e il carisma di un conduttore televisivo. Forse la guerra non cesserà, ma di sicuro la seguiremo da angolazioni migliori.

2° Il ritorno dei Guns ‘n Roses Dopo numerosi rinvii è uscito il sospirato cd “Chinese Democracy”; peccato che dei vecchi G’nR sia rimasto solo il consunto Axl Rose. E’ un po’ come se nei Pooh restasse il solo Roby Facchinetti a cantare “Piccola Ketty”.

1° L’ultimo “Rambo” Se nel 2007 era tornato Rocky, quest’anno abbiamo assistito al ritorno di Rambo! Il film ha portato una seria svolta nella serie: in pratica lui uccide tutti, ma a lui non lo beccano mai.

CAPPUCCINSKI E BRIOCHE

28 novembre 2008 gabriele 11 commenti

kapuIn questo post voglio parlare di una particolare specie umana: gli Assistenti. Mi riferisco agli Assistenti dei professori universitari, fedeli scudieri dei suddetti. L’Assistente ha un’età variabile tra i 25 e i 32 anni, è laureato da poco con il massimo dei voti e fatica a trovare lavoro. Per questo, assieme ad altri Assistenti, sbarca il lunario mediante lo svolgimento di ricerche promosse dall’università. Con i futuri tagli previsti dal governo, paradossalmente in futuro rischieremo di avere più Assistenti e meno ricerche.

L’Assistente è l’antagonista per eccellenza: viene utilizzato dal professore per qualche supplenza (e nel 95% dei casi si rivela più adeguato del docente in carica) o per presentare i risultati delle loro ricerche, generalmente negli ultimi cinque minuti delle lezioni durante le giornate di sciopero dei mezzi pubblici e in presenza di forti temporali, quindi davanti ad un pubblico di 8 ebeti.

L’Assistente ha però la sua ribalta, il suo quarto d’ora di gloria, il suo riscatto: gli esami orali. In quei casi, l’Assistente si trasforma in specie di diverso tipo. Analizzeremo ora quali.

IL GRIGIO: Il Grigio (o la Grigia) è un’Assistente che ha smesso di credere nella bellezza della vita. Laureatosi troppo presto, ha scoperto di non avere sbocchi lavorativi (fuorchè Assistere). Veste unicamente di colori spenti (grigio, beige, nero, marroncino), ha gli occhiali, una valigia di pelle consumata, parla poco e non ama essere al centro dell’attenzione. Legge pigramente i nomi degli interrogati, ai quali biascica domande non troppo difficili, e li manda a casa più o meno tutti con 25. Il Grigio, perso nella sua malinconia, non ha interesse a far del male al prossimo.

IL GIOVIALE: Il Gioviale (o Allegrotta) si è laureato da poco, e per questo si sente ancora uno studente. Veste da giovincello, non ha la valigetta bensì lo zaino dell’Invicta pieno di scritte risalenti al liceo, e quando fa l’appello degli interrogati sembra che li conosca da una vita. Ci manca solo che dica “Bella, tutto apposto?”. Il Gioviale più che interrogarti sembra voler fare due chiacchiere. Ti aspetti da un momento all’altro che ti chieda se hai visto su Youtube il video con Mosconi che bestemmia o se per te la Roma è uscita dalla crisi. Inevitabilmente, il voto che puoi prendere con loro è alto. A patto che tu sia un teen-ager e abbia lo zaino dell’Invicta.

IL SERPENTE: Questa è la categoria più pericolosa. Il Serpente (o Crudelia, nelle versioni femminili) generalmente legge l’appello, e lo fa come se stesse chiamando in rassegna una divisione delle SS. Hai un secondo esatto per dire “presente”, dopodichè ci sarà poco da fare: il Serpente non perdona. Una volta al suo cospetto, troverà subito qualcosa da ridire: il documento non va bene, i libri fotocopiati non valgono, sputa la gomma da masticare, abbassa lo sguardo, convertiti all’islamismo. Le sue non sono domande: interrogatori. Per prendere 30 è necessario sapere tutti i libri a memoria, prefazione e codice a barre compresi. Se esitate a rispondere ad una domanda, non prenderete più di 18. Qualora ve ne usciste con un “ora non ricordo benissimo ma…”, sentirete istantaneamente il nome del prossimo interrogato.

infine LA FANCIULLA: E’una categoria nuova, in rapida espansione. Generalmente le Fanciulle, chissà perché, sono sempre Assistenti dei docenti di sesso maschile. Si tratta probabilmente di veline scartate da Ezio Greggio, che vogliono ripercorrere le orme della Carfagna. Per questo, si dimostrano preparatissime. Scelgono gli argomenti aprendo il libro a casaccio, ti chiedono Kapuscinski, Malinowski e Vigotskij pur non sapendoli minimamente pronunciare, e ti bocciano per far vedere ai professori che sono in grado di fare qualcosa, oltre che scegliere il tailleur che risalti meglio il loro fisico. Le Fanciulle non sono belle, sono abbellite: probabilmente senza trucco verrebbero licenziate dal professore, e diventerebbero delle Grigie.

GIUSTIZIE, INGIUSTIZIE E SPERANZE

17 novembre 2008 gabriele 12 commenti

giudicIn queste settimane si torna a parlare di alcune vicende giudiziare molto importanti. In ordine cronologico, l’ultima riguarda la notizia della possibilità di sospendere l’alimentazione ad Eluana Englaro, la donna in coma irreversibile da quasi venti anni. Finalmente si potrà porre fine ad una triste contesa ideologica che sta durando da tanto, troppo tempo. Per me è giusto concedere una dignitosa fine a questa persona, che non potrà mai più tornare in vita… Perchè il coma irreversibile non è vita!

Sgomento invece è quello che provo nel vedere come si evolvono altre vicende. La prima è sicuramente quella relativa ai fatti della scuola Diaz, che ha visto tutti assolti – ma che sorpresa – i vertici della polizia responsabili dell’inqualificabile atto. “Tra cani non si mozzicano”, è la frase che mi viene in mente per commentare questa sentenza. Poi rimango davvero di sasso nel leggere gli aggiornamenti riguardo la morte della povera Chiara Poggi… Il presunto assassino, Alberto Stasi, è ancora in libertà nonostante sia persino appurato che nel PC custodiva talmente materiale pedopornografico da far invidia ad un maniaco psicopatico. Il maiale peraltro ha passato una bella estate in Sardegna e mi chiedo come sia possibile che una persona indagata per tali efferatezze sia ancora in circolazione.

Infine, leggo un’intervista a Cristiano Sandri, fratello dello sfortunato Gabriele ucciso circa un anno fa dalla follia di un agente, e leggo nelle sue parole una grande dignità nell’affrontare un dolore immenso come quello che può scaturire della perdita di un fratello. La speranza di tutti, sportivi e non, è che anche questo omicidio non sia punito con pene leggere o troppo brevi, come è avvenuto per i casi Carretta e Maso, due killer in semi o totale libertà. Chi sbaglia deve pagare, pagare fino in fondo.

NO AL DECRETO!

21 ottobre 2008 gabriele 13 commenti

In queste ore si stanno tenendo cortei e sit-in in tutto lo stivale contro la legge 133/2008, ovvero il famigerato Decreto Gelmini. In parole povere, questo decreto prevede anche:

- una riduzione annuale fino al 2013 del Fondo di Finanziamento Ordinario di 467 milioni di euro (taglio del 6%)
- un taglio del 46% sulle spese di funzionamento
- una riduzione del turn /over al 20% per l’Università (cioè: su 5 docenti che vanno in pensione al più 1 nuovo ricercatore potrà essere assunto) nel periodo 2009-2013 (in termini finanziari -64 milioni di euro nel 2009, -190 milioni di euro nel 2010, – 316 milioni di euro nel 2011, – 417 milioni di euro nel 2012, -455 milioni di euro nel 2013)
- un taglio complessivo di quasi 4 miliardi di euro in 5 anni
- l’istituzione di un percorso burocratico che permetta la trasformazione delle Università pubbliche in Istituti privati

Come potete intuire, questo decreto ucciderebbe l’istruzione italiana. L’Italia destina l’1% del prodotto interno lordo all’istruzione (una delle percentuali più basse del mondo) ed un ulteriore taglio è inconcepibile, in questo modo molte facoltà che fanno della ricerca il loro cavallo di battaglia rischiano di subire ripercussioni incalcolabili. Per non parlare della privatizzazione delle Università pubbliche! In questo modo saranno i privati a decidere chi ammettere, cosa studiare e che fine far fare agli studenti. Per loro sarà una pacchia poter disporre liberamente del materiale umano laureato in Italia. Inoltre le tasse universitarie subirebbero un aumento esponenziale, rendendo impossibile l’iscrizione agli studenti meno abbienti.

L’obiettivo di questo decreto-farsa è quello di formare una elìte culturale ristretta, perchè come è facile intuire il sapere è potere e si sono resi conto che c’è troppa gente che sa, in giro. In molti atenei sono in corso le procedure per il blocco dell’anno accademico: io non sono del tutto d’accordo (mi sembra la storia del marito che si evira perchè la moglie lo tradisce…) ma se può essere utile alla causa, ben venga. Qualcuno parla di un nuovo ‘68, e a dire il vero le premesse ci sarebbero tutte. Probabilmente si troverà una soluzione all’italiana: un compromesso che farà contenti tutti. Prepariamoci, comunque, all’ingresso in pianta stabile del settore privato nell’istruzione pubblica. A questo punto mi chiedo se sui grembiuli, che vorrebbero ripristinare nelle scuole, ci sarà il marchio dell’Adidas o della Nike…

LE FESTEDIPAESE

24 settembre 2008 gabriele 3 commenti

Dopo i convenevoli post-estivi, torniamo ai post “normali”. Se c’è una cosa triste, al mondo, sono le feste di paese. Io non abito in un paese ma in un quartiere di Roma al quale manca solo una Costituzione e una bandiera per dichiararsi indipendente, per questo quest’anno è tornata l’usanza di fare la festa del quartiere, che però è una festadipaese in fin dei conti…Ogni festadipaese presenta gli stessi elementi:

A) Un santo a cui dedicare la festadipaese. In assenza di santi nel paese, ci si butta sui classici San Giuseppe, San Giovanni e Santa Rita che non si sbaglia mai.

B) Luci intermittenti che uniscono i pali della luce. Esse dovrebbero formare dei disegni, ma siccome se ne accendono la metà, sembrano luci psichedeliche uscite da una discoteca punk.

C) Paninaro usuraio che vende mercanzie varie a base di porchetta a prezzi che persino Flavio Briatore troverebbe eccessivi. Pare peraltro che lo stesso Briatore abbia guadagnato il primo miliardo vendendo panini con la porchetta alle festedipaese.

D) Bancarelle con tiro a segno e pesche di beneficienza, con annessi proprietari che fissano con invidia lo spazio dedicato alle macchine a scontro, sempre pieno di gente.

E) Concerto di cantante/gruppo musicale ultracinquantenne caduto in disgrazia (tra i più quotati: Matia Bazar, Renzo Arbore, Loretta Goggi, Fiorella Mannoia, cover band dei Pooh e affini). Generalmente non se li fila nessuno: solo quando dicono: “Arrivederci, è stato bellissimo!”, si alza qualche flebile applauso.

F) Lotteria, con annessi problemi per decidere chi/come/quando/dove deve estrarre i numeri. Al vincitore, che sicuramente avrà perso il biglietto, spetta il solito telefonino di terzultima generazione (o al limite un buono sconto per sfamarsi al paninaro del punto C).

G) Fuochi d’artificio alle 23.30, che partono strategicamente dal luogo più inaccessibile del paese.

La cosa che stupisce è che nonostante nessuno si diverta in queste circostanze (a parte le mamme che rincorrono i bambini e ne approfittano per fare defilé, ed i vecchietti che trovano motivo di brindare a qualcosa) l’intero paese si riversa nelle vie, dando ragione di vita agli ausiliari del traffico. La vera festa infatti è per questi ultimi, che realizzano il loro sogno di chiudere le strade con le loro palette prese dal kit “Giochiamo al Vigile Urbano”. Roba che se abiti a Roma devi parcheggiare a Cinisello Balsamo passando per i quartieri di Bangkok. Sperando che non ci siano festedipaese anche lì.